http://www.corrieredellosport.it/volley/2014/10/19-380765/Gli+anni+70+sempre+di+moda+in+SuperLega

Gli
anni 70 non passano mai di moda, nella musica che riscopre e coltiva il
culto del progressive e del rock che ora è chiamato classic rock, ma anche nel volley, che nel momento di
cominciare la prima stagione della SuperLega, il nuovo nome della
vecchia Serie A1 mandata in pensione dopo 69 anni, scopre di avere
ancora una nutrita e qualificata quindicina di “ragazzi” intramontabili
nati appunto negli anni 70, il numero che celebra la settantesima
edizione del campionato di pallavolo.
Con
la speranza che davvero i club mantengano ciò che hanno promesso,
ovvero un’inversione di tendenza e di rotta nel modo di considerare i
giovani, il presente racconta di una stagione ancora e di nuovo
all’insegna dei soliti noti. 
Gli
intramontabili appunto, che pure in questo campionato apertosi ieri con
l’anticipo di Macerata, accompagneranno la crescita dei giocatori che
nel frattempo hanno consolidato il loro curriculum e ne raccoglieranno
l’eredità. 
I
meno giovani della SuperLega sono due giocatori per i quali davvero e
realmente si addice la parola super: Goran Vujevic e Samuele Papi,
entrambi oltre la soglia dei 41 anni, accomunati dalla passione per
questo sport che li ha visti protagonisti per oltre 20 anni, e da un
divertimento quotidiano che ancora riescono a vivere entrando in
palestra per gli allenamento. 
Del
resto dopo tanti anni e tante vittorie, se non ci fosse un amore
viscerare e irresistibile per questo sport, avrebbero smesso entrambi di
giocare.
    
 Il loro primato d’età è ben lontano dall’essere un semplice dato
statistico. Basta ricordare che l’anno scorso i due over 41 si sono
presi belle soddisfazioni. Vujevic è stato l’anima della Sir Safety
Perugia che arrivò a giocarsi lo scudetto contro la Lube. 
Papi
ha vinto la Coppa Italia e nella semifinale dei play off si arrese col
suo Piacenza proprio agli umbri. Protagonisti fino all’ultimo insomma,
con i posti in campo conquistati per meriti, non in omaggio a ciò che
sono stati. 
Non
c’è dubbio che la squadra più stagionata sia la Copra Piacenza: tre dei
sei “nonni” della SuperLega sono infatti in maglia biancorossa
piacentina, e poi c’è un quarto ragazzo degli anni 70, Luca Tencati, 35
anni. 
Insomma,
a Piacenza per continuare l’avventura nel volley hanno puntato
sull’esperienza e per sostituire in regia De Cecco, è arrivato Valerio
Vermiglio, l’ex azzurro che era andato a giocare e vincere in Russia,
uno dei talenti italiani esportati in quello che nel giro di poche
stagioni è diventato il torneo più ricco del mondo. 
Perchè
le condizioni ambientali sono indubbiamente difficili e per convincere i
giocatori a vivere qualch mese in Russia, gli ingaggi lievitano.
 Sono
ben quindici i giocatori nati negli Anni Settanta che ancora popolano e
spopolano in SuperLega. Alle spalle dei Super nonni Vujevic, Papi,
Monopoli, Vermiglio, Zlatanov e Boninfante, ci sono il 37enne Antonio
Corvetta, regista dell’AltoTevere Città di Castello, poi i 36enni della
classe 1978: Hubert Henno e Alessandro Fei della Lube, Andrea Sala di
Modena. 
Quindi
i 35enne della classe 1979: Loris Manià e Daniele Sottile della Top
Latina, Adriano Paolucci della Sir Safety Perugia, che nella scorsa
stagione fu il registra trascinatore della compagine umbra, arrivata
alla finale scudetto.
Il
super campione collaudato ha ancora spazio dunque nella Super League:
ai giovani rampanti il compito di farsi largo tra i… monumenti del
nostro volley. Ai club la responsabilità di volgere lo sguardo anche al
futuro, dando spazio ai giovani meritevoli e lavorando per produrre i
ricambi.