Nero a metà, su Rai e Netflix

NERO A META’ – Italia. Rai. 12 episodi da circa 50 minuti ora su Rai Play e Netflix Regia: Marco Pontecorvo. Interpreti: Claudio Amendola, Miguel Gobbo Diaz, Fortunato Cerlino, Rosa Diletta Rossi, Alessandro Sperduti, Margherita Vicario, Sandra Ceccarelli, Angela Finocchiaro, Roberto Citran.

Netflix spalanca le porte alla serie tv poliziesca della Rai, Nero a metà, diretta da Marco Pontecorvo con Claudio Amendola nel ruolo del protagonista, il commissario Carlo Guerrieri, un poliziotto retto dai modi talvolta sbrigativi ma efficaci. Dopo aver immagazzinato serie poliziesche di varie latitudini, ho trovato ben fatto e divertente questo lavoro italiano con forte connotazione romana.
Il commissariato del quartiere Monti è il fulcro della serie: si avvale di un bel gruppo di comprimari/co-protagonisti che creano un’idea quasi familiare della squadra investigativa, ognuno con le sue caratteristiche, difettucci inclusi. Poliziesco proposto con un tono che vuole essere serio ma che non rinuncia all’alleggerimento con quell’ironia naturale e semplice, tipicamente romana, con cui si condiscono spesso dialoghi e situazioni. Il tutto in una Roma non convenzionale, che sembra anche più bella perché in scena non si vedono cassonetti stracolmi e metropolitane chiuse, strade buie e motorini che incappano nelle buche.

Nero a metà è una serie tutt’altro che sospesa nel tempo e scollegata dalla realtà, dato che il tema portante del diverso, del pregiudizio sul nero, è cavalcato addirittura come tema principale, nel momento in cui la coppia di poliziotti è appunto formata da Claudio Amendola, tanto cuore e capacità ma anche robuste dosi di razzismo dure a sfiorire, e Miguel Gobbo Diaz, il migrante Malik adottato da una mamma italiana (la sempre splendida Sandra Ceccarelli) e diventato poliziotto. Rapporto tra padre e figlia (perché la figlia del commissario è il medico legale dello stesso commissariato e lavora con la sempre spassosa Angela Finocchiaro), un passato irrisolto tra storie d’amore e di violenze, di tradimenti e di misteri. Storie d’amore nuove che s’intrecciano dinanzi agli occhi e dietro le spalle del commissario Guerrieri, tra imbarazzi e pregiudizi.

E poi i delitti, la routine delle indagini (i rilevamenti della scientifica, il responso delle autopsie, gli immancabili tracciati telefonici che sono ormai il fulcro di ogni indagine e quasi tutto rivelano) la soluzione degli enigmi. Lo schema è classico: in ogni episodio o coppia di episodi c’è il delitto clou, ma contemporaneamente si dipana la vicenda a lungo termine, in questo caso proveniente dal passato, con colpo di scena finale (ma non per tutti). E le premesse per una seconda stagione. Ultima considerazione: sarebbe bello se nella realtà tutti i poliziotti avessero la stessa sensibilità, l’umanità espressa nelle vicende di Nero a metà.

Nero a metà, serie Tv Rai anche su Netflix