Nella casa (2012)
Realtà e fantasia, fonti di ispirazione per la scrittura. Il
professore e l’allievo. Francois Ozon non fa mai film banali, a volte divide,
spesso fa discutere, trattando temi interessanti e magari controversi. “Nella
casa” ha un avvio particolarmente avvincente, mette in tavola i personaggi
senza svelarli completamente, lasciando vuoti da riempire, punti interrogativi
da scoprire. E diffonde risvolti psicologici scoprendo e svelando i legami tra
i vari personaggi, tra chi gioca di squadra e chi da solo, tra chi naviga a
vista finendo col perdersi, rapito da un desiderio e dal rimpianto di paternità
inappagata. C’è l’adolescenza, c’è la scuola. Ci sono le insicurezze e le
cattiverie, lampi di cinica arroganza, il desiderio che si insinua, motore di
molto se non di tutto. Rapporto di coppia nelle coppie, madre-figlio/padre,
moglie-marito, impiegata-datore di lavoro (raddoppiato in due gemelle). Nel
complesso un film interessante, anche se alla lunga si sfilaccia e perde
tonicità, come la recitazione di Luchini, obbligato nei binari della lettura
dei componimenti che l’allievo gli fornisce, adescandolo, inducendolo
progressivamente a…
Il gioco è antico: ogni persona ha una storia da raccontare, ogni persona può essere una storia. Indovinare quale è un gioco, a volte può rivelarsi pericolos.
I dialoghi sull’idea di come si scriva un romanzo, sulla
letteratura, sono elemento d’interesse per chiunque scriva. Ma il film ad un certo punto pare avvolgersi su se stesso. La bellezza delle
protagoniste femminili, Kristin Scott Thomas ed Emmanuelle Seigner, due diverse
forme di femminilità e sensualità, vale le due ore. E’tratto da un’opera teatrale, “Il ragazzo dell’ultimo banco” di Juan Mayorga.
*Vista la versione originale, con sottotitoli in italiano
FILMOGRAFIA Francois Ozon