Elena Vallortigara a Londra

Sul Corriere dello Sport di martedì 24 luglio 2017

Il club delle italiane over due metri ha aggiunto un posto a tavola, domenica a Londra Elena Vallortigara si è iscritta con il suo balzo oltre i 2,02, accanto ad Antonietta Di Martino, Sara Simeoni e Alessia Trost. Simeoni e Di Martino sono state le regine del salto in alto: Sara col suo record mondiale a 2,01 e l’oro olimpico divenne leggenda, Antonietta arrivò a 2,04 indoor, misura che è ancora record italiano. Entrambe hanno vissuto con partecipazione la gara londinese di Elena, confessando la grande emozione nell’applaudire il risultato dell’atleta veneta.

Sara Simeoni

«Mi ha emozionato – racconta Sara Simeoni – pensando al percorso che ha fatto. L’avevo conosciuta da giovane, la vedevo alle gare quando mio figlio andava al campo. Era un dispiacere che tra infortuni e problemi non esprimesse il suo potenziale. Non meritava tutti quei problemi ma ha dimostarto di avere un carattere forte. Non so chi avrebbe fatto ciò che ha fatto lei. Da giovane aveva saltato 1,91 e da lì doveva partire la sua carriera, ma è stata sfortunatissima. Alla sua età chiunque avrebbe desistito – dice ancora Sara – Ma lei no, ha fatto scelte importanti, ha cambiato fino a trovare un allenatore che la capisce e le sta vicino in simbiosi: perché i risultati non si fanno solo con i muscoli, serve la testa»
  Insomma la Simeoni è davvero felice per quanto sta facendo la sua corregionale: «Sì, mi fa piacere, Elena se lo merita. A Londra è stata una gara bestiale. Poteva anche accontentarsi dei due metri e invece è andata avanti. Ha fatto una cosa grande. Spero che anche a Berlino possa stare tranquilla e serena, trovare la concentrazione e la determinazione di domenica a Londra».
  La Fidal Veneto sta attuando un progetto per i giovani e la Vallortigara, che è di Schio, sarà portata ad esempio: «Un modello veramente credibile da proporre – continua Sara – I risultati vengono impegnandosi, credendoci. In un periodo usa e getta non bisogna pensare che se va male una volta è finita. Come peraltro in tutte le cose della vita. L’umiltà è un fattore importante ed Elena è una veramente tosta, ha il giusto atteggiamento».
Anche per lei l’atletica fu una grande passione? «Certo, intanto bisogna rendersi conto che ci sono lavori ben diversi, noi non andiamo in miniera. Se una cosa la fai volentieri, ti sacrifichi, dai un senso alle tue scelte. Se ripenso alle scelte che feci io, sulla mia pelle…Elena è arrivata lì perché l’ha cercata e voluta»

Antonietta Di Martino Foto Fidal/Giancarlo Colombo

 Dalla prima donna oltre i due metri all’attuale primatista italiana, ora anche mamma, l’appuntato scelto della Guardia di Finanza Antonietta Di Martino da Cava de’Tirreni, che in comune con la Vallortigara ha una lunga serie di problemi fisici che hanno penalizzato la carriera.
«L’importante è uscirne – dice Antonietta – Serve molta forza di volontà, tanta pazienza, le persone giuste a fianco, credere in se stessi. Vederla saltare mi ha emozionata, Elena è una brava ragazza»
 Antonietta ed Elena sono amiche vere. Quando è nato Francesco, che compirà un anno l’8 agosto, il giorno della qualificazione agli Europei («Ho già preso i biglietti, andremo tutti a Berlino a fare il tifo») Elena le mandò un paio di scarpine fatte a mano dalla nonna, che Antoniette custodisce gelosamente. «La passione è importante, Elena ha grinta e carattere, le sue qualità migliori.  Io sono stata sfortunata in occasione di Europei e Olimpiadi ma non ho alcun rimpianto. E non avrò difficoltà se la Vallortigara mi toglierà il record italiano». Un record pesante: «Come quando raccolsi io l’eredità di Sara Simeoni. Importante è l’umiltà, tenere sempre i piedi a terra perché in questo modo vedi sempre le cose come sono e come stanno realmente.. Lavorare a testa bassa non ti fa perdere di vista l’obiettivo. Non bisogna farsi destabilizzare».
La loro amicizia nacque nei raduni in California. Parlavano di tutto, diverse ma spiriti affini, capaci di provare gioia delle fortune altrui, cosa rara nella vita. «Non c’era competizione, essere felice dei successi delle altre mi completa, mai avuto problemi con chi era più brava, poteva insegnarmi qualcosa». Antonietta non ha la sfera di cristallo, come le dice Elena ma sapeva cosa sarebbe accaduto: «Quando le ho visto saltare 1,94 ho capito che aveva i 2 metri nelle gambe. Ma non gliel’ho mai detto, non bisogna mettere pressione. Lei è un’agonista, molto grintosa, agli Europei può fare anche di più. Non credo che la Kuchina sia imbattibile. Ma l’importante sarà fare una bella gara, il resto verrà da sè. Senza ossessioni, divertendosi».