Il vicepresidente della Fipav, Giuseppe Manfredi, con Danilo Piscopo e Paolo Indiveri

BARI – Per la Federazione Pallavolo il week end di Bari è stato un successo totale. La squadra azzurra ha centrato l’obiettivo dell’Olimpiade. Il pubblico del PalaFlorio è stato di una bellezza straordinaria e ha sostenuto la Nazionale nel migliore dei modi, soprattutto sabato quando contro l’Australia gli azzurri hanno vissuto momenti difficili che avrebbero potuto infrangere prematuramente il sogno di Tokyo 2020. Guardando sulle tribune, si vedeva bella gente. Non solo gioventù: spettatori di ogni età arrivati al PalaFlorio per divertirsi e per vivere qualche ora lontano dagli stress, dai veleni quotidiani che in questo oscuro momento politico stanno intossicando la parte più sana e riflessiva del Paese. Un tifo caldo, appassionato, pulito.La Fipav ha finalmente potuto così celebrare una cornice di pubblico funzionale e adeguata all’evento. E la Puglia portabandiera del volley del Sud Italla, ha dato anche una lezione alle scelte discutibili compiute in occasione della Nations League a Milano: in quell’occasione la Federazione scelse, o avallò, una politica di prezzi elevati che impedì il sold out.

Le scelte per la promozione


A Bari la Federazione ha invece optato per prezzi popolari che hanno favorito tutto quel che si è visto. Perché la Nazionale ha bisogno di calore e palasport stracolmi, non di gradinate con ampi spazi vuoti.Ma la Puglia, che è la regione del vicepresidente federale Giuseppe Manfredi, ha dato anche un’altra lezione, che dovrebbe essere valutata e adeguatamente ponderata in futuro. Ha mostrato chiaramente di credere nel ruolo di promotrice di pallavolo che una Federazione dovrebbe avere. Seminare sempre, investire su presente e futuro piuttosto che cercare di fare cassa senza pensare a ciò che verrà e all’immagine dell’ambiente.

L’immagine Fipav

Il preolimpico di Bari si è rivelato così una occasione per tirare a lucido l’immagine della Fipav: a livello agonistico, ma anche politico, perché la componente pugliese della Fipav ha dimostrato che ci può essere un altro modo, più vincente e convincente, più sereno e produttivo, di guidare la Federazione Pallavolo verso il futuro di uno sport che negli ultimi trent’anni ha vinto come nessun altro. Le vittorie in serie hanno forse lasciato credere, ad un certo punto, che ogni frutto sarebbe maturato da solo, senza più un lavoro propedeutico. Invece anche nello sport chi si ferma è perduto e si fa in fretta a perdere consensi e simpatie. Vale spesso l’antico adagio del chi più spende meno spende.

La spinta di Manfredi


Insomma, la spinta del vicepresidente Giuseppe Manfredi è stata una salutare boccata di ossigeno e dimostra quale può essere il ruolo della Fipav se in futuro si lavorerà con una maggiore apertura mentale e magari tenendo in considerazione le strategie indicate dalle scelte della Fipav in Puglia.Non è un caso, ad esempio, se in quattro anni per due volte Bari ha ospitato un convegno per discutere delle problematiche della pallavolo e della stampa che se ne occupa, sui giornali, sul web alla radio e in tv. Momenti di confronto e di cultura sportiva che producono risultati ad ogni livello: avvicinando il locale al nazionale, propiziando spunti di riflessione, favorendo i rapporti umani che dovrebbero sempre essere alla base della vita di ogni movimento sportivo.
Probabilmente se la mentalità espressa dal vicepresidente federale pugliese fosse fatta propria dalla Fipav le cose migliorerebbero, nel rispetto de ruoli e della dialettica civile, di un confronto schietto, al di là dei personalismi, che non dovrebbe mai mancare. Ora si tratta di vedere se il mondo federale della pallavolo capirà le potenzialità di un cambio radicale di marcia e se ci sarà la voglia di seguire la strada tracciata e ribadita a Bari.

Spettatori al PalaFlorio

Prima giornata, venerdi: 2.742 spettatoriSeconda giornata, sabato: 3.273 spettatoriTerza giornata, domenica: 5.495 sperttatori
In TvDomenica Italia-Serbia su Rai2 è stata vista da 1.700.000 telespettatori