Scritto da Luca De Sanctis

Living With Yourself su Netflix, è la serie (disponibile dal 18 ottobre) che vede protagonista Paul Rudd, il celebre attore americano già visto sul piccolo schermo in Friends e Wet Hot American Summer stavolta alle prese con una serie totalmente incentrata su di lui.

Paul Rudd in Living with yourself
Living With YourSelf (con Paul Rudd) su Netflix dal 18 ottobre

L’incipit

Miles Elliot è un uomo depresso e sull’orlo dell’alcolismo, il suo matrimonio è in crisi e sul posto di lavoro riceve una considerazione prossima allo zero. Il ragazzo brillante e audace che era un tempo ormai è solo un ricordo e sembra non esserci modo per fermare questa deriva inesorabile. La situazione è talmente disperata che una misteriosa ‘dritta’ riguardo un centro benessere miracoloso sembra essere l’unica opzione rimasta, anche a costo di bruciarsi gli ultimi sudati risparmi.

“Come avere successo senza faticare”

Negli States più che in Europa c’è un grande mercato di millantatori che promettono cure miracolose o strategie “segrete” per avere successo. Programmi a mio avviso ben poco credibili che offrono soluzioni semplici e istantanee ai problemi della vita, facendo leva un po’ sull’ingenuità e la pigrizia di alcune persone ma soprattutto sulla disperazione. Non c’è da stupirsi troppo quindi se qualcuno come Miles arrivi a pagare un’ingente somma di denaro a un centro benessere ambiguo che si rivela (già nella prima puntata) essere una clinica dove clonano le persone, dando vita ad una versione migliorata dei propri clienti che poi vengono ‘fatti sparire’ e rimpiazzati.

La clonazione

L’idea è assurda e l’intera serie va presa con leggerezza, non brilla di originalità né nella trama né nello svolgimento ma riesce comunque a coinvolgere e incuriosire in un crescendo ansiogeno che vede il suo apice nelle ultime puntate. I due Paul Rudd sono divertenti e la sua duplice interpretazione è valida così come il silente ma onnipresente effetto speciale che fa quasi dimenticare che l’attore sia solo uno.
La colonna sonora ipnotica e a tratti volutamente disturbante favorisce un clima di tensione e ansia funzionale sia ai momenti di pathos che a quelli di lotta interiore dei protagonisti.

Living with yourself, Paul Rudd
I due protagonisti della serie: Paul Rudd e Paul Rudd

Idea e somiglianze

L’idea di Living With YourSelf è stata da alcuni associata a film come Fight Club di David Fincher, Enemy di Denis Villeneuve o a Gemini Man con un doppio Will Smith (da poco nelle sale), accostamenti a mio avviso forzati e parzialmente attinenti. Curiosa e forse non notata da molti invece è la somiglianza con una puntata della terza stagione di Rick & Morty, la serie animata di grande successo creata da Justin Roiland e Dan Harmon. Nella puntata Rest and Ricklaxation (tradotta in ‘Rickposo e tranquillità’) infatti Rick e Morty decidono di rilassarsi in una spa di un altro pianeta dove utilizzano una macchina che estrae i tratti tossici della propria personalità. All’insaputa dei due però, questi tratti vengono trasposti in controparti fisiche tossiche, intrappolate in una bombola.

La morale

Il messaggio che Living With Yourself vuol far arrivare è abbastanza trito ma in fin dei conti genuino. Bisogna essere sempre grati e coscienti delle cose che abbiamo e non solo quando si rischia di perderle . La vita va vissuta e goduta e con i mezzi che abbiamo, i nostri difetti e le nostre imperfezioni fanno parte dell’equazione e vanno accettati e compresi, nel bene e nel male.

Scheda tecnica e trailer

Paese: Stati Uniti
Stagioni: 1
Episodi: 8 (30 min.)
Ideatore: Timothy Greenberg
Regia: Jonathan Dayton e Valerie Faris
Interpreti: Paul Rudd, Aisling Bea
Scenografia: Sarah E. McMillan
Effetti speciali: Drew Jiritano
Produttore esecutivo: Timothy Greenberg, Anthony Bregman, Jeff Stern, Tony Hernandez, Jonathan Dayton, Valerie Faris, Paul Rudd, Jeffrey Blitz
Casa di produzione: Likely Story, Jax Media

Il trailer ufficiale