LA CORTE
Regia: Christian Vincent Interpreti:
Fabrice Luchini
Sidse Babett Knudsen
Miss Ming
Berenice Sand
Claire Assali
Floriane Potiez
Fouzia Guezoum
Sophie-Marie Larrouy
Corinne Masiero
Eva Lallier
Abdallah Moundy
Serge Flamenbaum

Uno degli aspetti che amo del cinema francese di qualità, è la capacità di soffermarsi su un particolare aspetto, porre la lente di ingrandimento su una situazione o un personaggio, ed allargare lo sguardo fino a vedere e trattare altro. Se mi dovessero chiedere che film è La Corte, alla fine dovrei rispondere molto semplicemente: è una storia d’amore. Fabrice Luchini dà corpo ad un altro dei suoi tipi caratteri: uomo solitario, scontroso, apparentemente desideroso di solitudine. Un po’ maniacale, sciatto e monotono nel vestire, sempre uguale a se stesso, un giorno dopo l’altro. Presiede la corte d’Assise ed ha fama di essere una specie di carogna, dura e inflessibile.
Ma poi il film racconta altro e salpa verso nuovi lidi. Impariamo come funzionano i processi, come si sceglie la giuria, come anche i giurati siano vittime di pregiudizi per come vestono o appaiono, come sia mai semplice l’integrazione da Paesi diversi, con usanze e (cattive) abitudini che non mutano. Avvocati distratti, gelide ex mogli, pettegolezzi e chiacchiericci nei corridoi e nei bagni del Tribunale. E quando irrompe sulla scena l’affascinante Sidse Babett Kudsen, attrice danese di una bellezza matura che colpisce, il sangue inizia a scorrere nelle vene del film a diversa velocità. I personaggi acquisiscono spessore e vitalità nuove, i ricordi fluiscono e danno un senso nuovo alle vite, passate e probabilmente future.
C’è modo e modo di svolgere un lavoro, che si faccia il presidente di Corte d’Assise o l’infermiera, la strada migliore, quella che conduce alla verità, passa sempre per il cuore, per i sentimenti.