Prog Awards: PFM band dell’anno

La PFM ha vinto il premio come Artista Internazionale dell’anno nella tradizionale festa del Prog, la musica progressive, organizzata dalla rivista britannica. Votano i lettori della rivista. Sotto i vincitori delle varie categorie. Album dell’anno è stato votato To the Bone di Steven Wilson. Il dio del prog dell’anno è Steve Howe, chitarrista degli Yes.

La Premiata Forneria Marconi (dei membri classici sono rimasti solo Franz Di Cioccio e Patrick Djivas) è tornata alla ribalta internazionale con il suo ultimo album di inediti usciti nell’autunno scorso, Emotional tattoos.

Franz Di Cioccio e Patrick Djivas della PFM

The 2018 Progressive Music Award Winners
Limelight: 
Midas Fall
Video Of The Year: Orphaned Land – Orpheus
Event Of The Year: Space Rocks
Reissue Of The Year: Alan Parsons Project – Eye In The Sky 35th Anniversary Box Set
Album Cover Of The Year: Big Big Train – The Second Brightest Star
International Band/Artist Of The Year: PFM
Album Of The Year: Steven Wilson – To The Bone
UK Band/Artist Of The Year: Steven Wilson
Outer Limits: Claudia Brücken
Outstanding Contribution: Gary Brooker
The Chris Squire Virtuoso: Phil Manzanera
Visionary: John Lees
Industry VIP: Kilimanjaro Live
Lifetime Achievement: Caravan
Prog God: Steve Howe

https://www.vistodalbasso.it/2018/03/18/musica-emotional-tattoos-pfm/

Emotional tattoos, l’album della nuova Pfm è uscito lo scorso ottobre. E ha subito diviso: una fetta di pubblico non l’ha amato ed in generale l’album Emotional tattoos, che rompeva un lunghissimo silenzio della Premiata Forneria Marconi, non ha raccolto critiche troppo positive. Sì, sufficiente, ma non molto di più. L’impatto non è stato dei migliori, (apparentemente) lontano dal prog, quasi pop per molti aspetti. Però non potevo lasciarlo lì così. Ho voluto fare una sorta di full immersion. A forza di sentirlo, comunque, ho iniziato a cambiare idea. Ho apprezzato certe linee di basso e qualche riff (se impropriamente posso definirli cosi) di tastiere dal sapore prog, le “fughe” melodiche che hanno impreziosito l’album.
E quando un caro amico ha condiviso le sue perplessità per le non eccelse doti di cantante di Franz Di Cioccio e la nostalgia per la vena compositiva di Franco Mussida, l’ho ascoltato e riascoltato. Saranno anche canzonette insomma,  ma globalmente è un album ben suonato, di livello superiore alla maggior parte dei lavori che escono, ormai un po’ tutti laccati e poco originali. Mi era piaciuto tantissimo Stati di immaginazione e anche la vena melodica diDracula, opera anomala per la Pfm (ma non disdegno il melodramma, quindi…).
Poi va sottolineato che la nuova Pfm, ridotta a Franz Di Cioccio e Patrick Djivas del nucleo storico e ora allargata con tanti nomi nuovi, tra i quali il chitarrista Marco Sfogli,  e il ritorno di Lucio “violino” Fabbri, si è data da fare, credendo molto nel nuovo progetto. Hanno partorito qualcosa di nuovo e curato, un album in italiano, lo stesso album in inglese (con testi anche diversi). Diciamo che anche io mi aspettavo qualcosa di diverso, anche se è chiaro che ogni musicista ha anche il diritto di non restare prigioniero del passato. Ma… Dopo qualche settimana anche il mio amico ha cambiato idea: l’album gli piaceva, e perfino Di Cioccio cantante alla fine non era poi così fiacco.
Sostanzialmente, ascolto su ascolto, devo dire che Emotional tattoos mi piace. E’ un album molto godibile anche se diverso. Poi ho ascoltato l’ultimo dei Barock Project, che consiglio, e incredibilmente ho avuto la sensazione che la Pfm abbia proposto un sound simile al loro per certi versi, specie in un brano. Poi ascolti tutto l’album e ti pare di individuare le influenze della vecchia Pfm nella musica dei Barock. E allora capisci che il prog è un gran calderone che i nuovi gruppi hanno assorbito, così ci trovi qualcosa di E.L.& P, di Pfm, di Banco.
Emotional tattoos in ogni caso decisamente un buon album, moderno, fresco nella sua semplicità, con brani di qualità, qualcosa di nuovo con lampi di antico. A molti non sono entrati nel cuore. A me piace sempre più, ascolto dopo ascolto l’ho fatto mio, lo canticchio, e trovo splendidi molti passaggi e interessanti e sentiti i testi in italiano (Quartiere generale su tutti, meriterà un post a parte) Insomma, con me la Pfm ha raggiunto il suo scopo, quelle musiche mi risuonano ora come tatuaggi emotivi ed emozionali che mi sono rimasti dentro, attaccati al cuore pulsante di ascoltatore. Proprio io che detesto i tatuaggi sulla pelle…

LA PFM OGGI
Franz Di Cioccio (voce, batteria, percussioni), Patrick Djivas (basso), Lucio Fabbri (violino, tastiera, chitarra), Roberto Gualdi (batteria), Alessandro Scaglione (tastiera, voce), Marco Sfogli (chitarra elettrica), Alberto Bravin (tastiere aggiuntive, chitarra acustica, voce).

http://www.pfmworld.com/pfm/?page_id=71

https://www.youtube.com/watch?v=JEZFgN5w4B4

http://video.sky.it/news/spettacolo/emotional-tattoos-nuovo-album-della-pfm/v375801.vid