ROMA – Nemmeno la pioggia ha interrotto il dominio africano nella
Maratona di Roma. In una giornata infame per i maratoneti, zuppi d’acqua
e in precario equilibrio sui sanpietrini bagnati e scivolosi, l’Etiopia
ha fatto l’en plein: Legese Shume Hailu si è imposto staccando nel
finale l’amico e connazionale Sisay Mekonnen Jisa, regalando al suo
Paese il sesto successo nelle venti edizioni della gara.
         Ayelu Geda Lemma ha dominato tra le donne, con una partenza
sparata che l’ha subito isolata, rendendo innocuo il consistente calo
nella seconda parte della corsa. La quinta vittoria femminile ha ridotto
il gap con il Kenya riguardo il totale dei successi: ora 14-11 per i
kenioti.
   

    La pioggia ha indubbiamente caratterizzato negativamente la
Maratona del ventennale, zavorrando pesantemente ogni prestazione ed
impedendo quasi a tutti di raggiungere gli obiettivi cronometrici che si
erano prefissi. Soltanto Domenico Ricatti, che ha sfiorato il podio
giungendo quarto, è riuscito a migliorare il suo personale di una
manciata di secondi, chiudendo in 2 ore 15:07 (ma 1:06:35 alla mezza).
L’aviere barlettano non è riuscito a centrare il tempo minimo per gli
Europei estivi di Zurigo, ma oggettivamente ha dimostrato di valerlo, e
soprattutto di essere un combattente capace di dare il meglio nelle
occasioni più stimolanti. In ogni caso, un italiano non arrivava quarto
dal 2007, quando si piazzò Bourifa.
        Il debuttante keniota della scuderia Purosangue, Leonard Langat,
sognava il colpaccio ma si è dovuto accontentare del terzo posto e
dello show regalato percorrendo gli ultimi metri, in via dei Fori
Imperiali, con un elmo romano in testa.
        Hailu e Jisa appartengono al gruppo di Haji Adilo ed hanno per
manager Hussein Makke. Vivono entrambi ad Addis Abeba anche se sono nati
nell’entroterra, si allenano insieme, sono amici. Jisa da ragazzo si
era avvicinato allo sport giocando a pallamano, a scuola, e prima di
diventare maratoneta, aiutava il padre nella fattoria. Hailu correva per
la terza volta a Roma e ieri è riuscito a conquistare la sua prima
vittoria in maratona. Con i 5000 euro del premio si comprerà una casa.
        Appartiene allo stesso gruppo anche Geda Lemma, che invece
vorrebbe regalarsi un’automobile. Tanto sicura in corsa quanto timida
nel raccontare, con un flebile filo di voce, come si sia trovata in fuga
inseguendo qualche uomo che la precedeva.
        Decisamente particolare la maratona di Emma Quaglia. Deludente
nella prestazione ma statisticamente rilevante il ritorno sul podio di
una azzurra dopo ben nove anni (l’ultima era stata Tiziana Alagia nel
2005), con il contorno del quarto postod ella 42enne marchigiana
Marcella Mancini. Per la Quaglia, subito in difficoltà ma determinata
nel non mollare e per questo apprezzabile, si tratta ora di analizzare
la controprestazione e individuarne le cause. Troppa pressione? Troppo
allenamento in Kenya? Una giornata storta?
        Seconda la marocchina del Tuscolano, Janat Hanane, che vive a
Roma dal 2005, gareggia per la LBM Sport e ha finito con un’unghia del
piede annerita per la frizione delle dita nella scarpa intrisa d’acqua.
        Nonostante i problemi (è saltata quasi tutta la diretta Rai
della corsa, per colpa di una parabola rimossa, secondo legge, per il
vento eccessivo), i 14.698 podisti arrivati costituiscono record su
territorio italiano. l precedente primato di 12.614 arrivati nel 2011.
Rispetto al 2013 (10.667) +37%
        Ha fatto poker Alex Zanardi, trionfatore nell’handbike dopo le affermazioni del 2010, 2012 e 2013.

* sul Corriere dello Sport di lunedi 23 marzo 2014