Fipav, lo stop innesca le dimissioni di Fabris e Mosna

La Fipav è riuscita nell’impresa di mettere d’accordo la Lega Volley Femminile e la Lega Pallavolo maschile. I presidenti Mauro Fabris e Diego Mosna si sono dimessi per protesta. Purtroppo l’occasione è la meno adatta per registrare spaccature e scissioni filosofiche. Loretta Goggi gliele canterebbe: Che fretta c’era?
Già. Maledetta primavera. Inquinata dal Covid-19 come le vite di quasi tutti, chiamati a pagare un prezzo altissimo al virus assassino venuto dalla Cina (che novità…).
Vite umane perdute, quasi di ogni censo e provenienza, purtroppo medici inclusi, lasciati a combattere senza armi né protezioni. Ma anche se si sposta la problematica dello stop totale delle attività nello sport, le conseguenze sono ancora tutte da verificare, per un effetto a catena che nessuno può ancora fotografare, prevedere, contenere.
Inutile ribadire che la salute degli atleti, dal calcio alla pallavolo, dal basket al tennis e a tutte le altre discipline, è la prima cosa da tutelare e salvaguardare. Probabilmente i tempi saranno lunghissimi prima di una parziale riapertura, ma al momento nulla è ipotizzabile.
Unica cosa certa è che dal calendario sono stati tolti Olimpiadi e Europei di calcio, per ricordare le due più importanti. Ma proprio alla luce di questa incertezza, del fatto che la Confederazione Europea del Volley temporeggi in merito all’epilogo delle coppe, Champions League soprattutto, ci si torna a chiedere: che fretta c’era di cancellare tutto già ora?
Il governo naviga a vista annunciando di volta in volta la proroga della chiusura, anche per non traumatizzare un popolo sostanzialmente indisciplinato come quello italiano. Perché allora la Federpallavolo ha deciso di dichiarare chiusi tutti i campionati, non assegnando scudetti, senza dialogare con le Leghe, che sono il motore dell’attività dei club, in Italia ma anche in Europa, se non nel Mondo?
Era nei suoi poteri farlo. Ma questo era uno di quei casi in cui il potere andava condiviso. Se non altro a livello consultivo. Anche perché, ad esempio, i club femminili avevano già accettato l’idea di riconoscere lo scudetto all’Imoco Conegliano, capolista al momento dello stop.
Cosa vietava di attendere ancora, magari per valutare altre ipotesi avendo ormai il mese di giugno sicuramente libero e forse anche dopo?
Mi sarei potuto aspettare una mossa del genere da club che volevano imporre tagli agli ingaggi e alle spese, non dalla Federazione che non aveva alcuna esigenza di esprimersi con così largo anticipo, mentre la maggior parte dello sport, a cominciare dal calcio, temporeggia in attesa di saperne di più.
Forse nemmeno il calcio ripartirà, perché è sempre la salute da salvaguardare al primo posto, ma a che serve dirlo ora?
Le società di vertice del movimento pallavolistico avrebbero meritato di poter attendere e valutare. E come minimo di essere consultate per decidere. Questione di forma e di sostanza. Sono i club che pagano i giocatori. Sono i club che mettono in scena i campionati migliori. Inutile sbandierare unità di intenti e complimenti se poi al dunque ci si comporta così.
Scavalcarli in maniera così eclatante, diciamo pure arrogante per le modalità, non è stato bello. E probabilmente è stato inutile. Le conseguenze di questa scelta della Federazione, se non si cambierà idea alla luce di quanto indicheranno il Governo, le Sanità e il Coni, non sono al momento prevedibili. Non bastava il virus a sconvolgere la pallavolo. Ci si è messa anche la Fipav! Che fretta c’era?

La lettera congiunta di dimissioni di Fabris e Mosna

Lettera aperta dei Presidenti della Lega Pallavolo Serie A Femminile e Lega Pallavolo Serie A Maschile, Mauro Fabris e Diego Mosna.
In qualità di Presidenti di Lega Pallavolo Serie A Femminile e Lega Pallavolo Serie A abbiamo preso atto ieri con totale disappunto del comunicato del Consiglio Federale della FIPAV che sancisce la chiusura di tutti i Campionati. Una decisione di enorme portata, assunta ignorando il parere di chi gestisce i Campionati di vertice maschile e femminile.
La decisione comune che abbiamo concordato questa mattina è di dimetterci dalla nostra carica.
La nostra ferma posizione è dovuta alla incomprensibile, inaccettabile mancanza di rispetto dei ruoli dimostrata dal Consiglio Federale nei confronti delle Leghe, a cui è demandata l’organizzazione dei Campionati di Serie A, senza dare la legittima possibilità di partecipare alla riunione ai rappresentanti dei Club al momento di discutere una scelta di simile drasticità.
Nelle ultime settimane le due Leghe hanno ampiamente dimostrato quanto per loro sia di primaria importanza la salute dei tesserati e del pubblico. Una Federazione sportiva deve però considerare il proprio compito, che in un periodo così difficile della vita del Paese è anche di evitare di demonizzare lo sport, dare messaggi positivi e considerare ogni aspetto. Ci riferiamo alle idee e alla capacità organizzativa dei due Consorzi che, oltre a rappresentare imprenditori che investono cifre importantissime nella pallavolo, hanno sempre lavorato incessantemente per mantenere il livello della Serie A italiana ai livelli che tutto il mondo conosce e applaude sui palcoscenici nazionali e internazionali.
Ci aspettano anni difficili e il messaggio al pubblico e ai sostenitori che le nostre Leghe avevano costruito negli ultimi giorni era già di pianificazione del futuro. Ben diverso rispetto al blocco totale, alla cancellazione di una intera stagione piovuta dall’alto senza ascoltare il parere dei Club.
Il peso di una simile decisione si abbatte pesantemente sulla pallavolo di vertice che da anni contribuisce in modo sostanziale ai successi e al valore della Federazione Italiana Pallavolo.

Da questa scelta univoca non possiamo che dissociarci fermamente, lasciando la Presidenza delle Leghe.


Mauro Fabris
Diego Mosna

Le parole di Mosna e Fabris

https://www.trentinovolley.it/it/news/superlega/39986-lega-pallavolo-serie-a-si-dimette-il-presidente-diego-mosna#ZaHsL5LtezM

Leandro De Sanctis

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