Ai tempi del liceo tra noi studenti girava una specie di barzeletta funerea: «Hai saputo, è morto Palmer. E’ caduto in un Lake e non è più Emerson…»

Ed invece la triste realtà di oggi narra che ci ha lasciato Keith Emerson, all’età di 71 anni. E lo ha fatto di sua volontà, togliendosi la vita con un colpo di pistola, vittima della depressione, acuita dal male che gli impediva di suonare il piano, per una sensibilità che gli aveva lasciato solo otto dita capaci di creare musica sui tasti. Provo pena e tristezza per il suo destino.
Evidentemente questo handicap era troppo per il mago delle tastiere e del moog. La depressione è una brutta bestia che divora dall’interno.
Keith Emerson, il musicista colto che aprì la via della grande contaminazione tra musica classica e musica rock. L’uomo che accoltellava le tastiere, in un act reso celebre dal film Pictures at an Exhibition, che vidi per la prima volta al cinema Mignon, nel quartiere Salario, che allora ospitava spesso film musicali (quei pochi che erano stati girati) e alternativi. Keith Emerson che fa dondolare il suo strumento, accoltellandolo è diventata un’immagine cult di quel periodo e degli E.L.& P., la sigla che stava per Emerson, Lake and Palmer.
Negli anni in cui frequentai le Magistrali, iniziai il mio autentico svezzamento musicale, partendo da Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi ed Elton John (il mio primo concerto live, al PalaEur, dopo Madman across the water, Honky Chateau e Don’t shoot me i’m only the piano player)) fui folgorato dall’incontro ravvicinato con la vera musica. Senza etichette, allora era solo rock, un imprinting costruito con Pink Floyd (Meddle e poi scoprendo Atom Heart mother), Yes (Fragile e Close to the edge), Jethro Tull (Thick as a brick, e poi a recuperare Aqualung),  Gentle Giant (Three friends e Octopus), Led Zeppelin (il IV), Black Sabbath (Volume 4), Genesis (Foxtrot), Emerson, Lake & Palmer (con Trilogy, il mio album prediletto, che mi avrebbe poi portato sulle tracce del loro primo e di Tarkus). Un lungo preambolo per cercare di spiegare cosa sono stati per me Keith Emerson, Carl Palmer (il mio primo batterista di riferimento) e Greg Lake. 
Oggi che la musica è schifosamente liquida è difficile immaginare che allora si girava con gli album tra le braccia, riposti sotto ai banchi di scuola accanto ai cornetti o alla pizza con cui si faceva la merenda. Album che ci si prestava per condividere scoperte e conoscenze, album che finivano in musicassette regalate ad amici o ragazze.
Trilogy è il mio album del cuore, uno di quei dischi che non mi stanco mai di ascoltare (e lo faccio spesso). La musica ideale per testare un impianto stereo da acquistare, per quelle chitarre che viaggiano limpide da una cassa al’altra nella stupenda From the beginning (una dei più bei brani della musica rock per il mio gusto) e poi per la batteria che invade ora il canale destro ora il sinistro in The Sheriff.
Non ho mai capito nè condiviso le critiche alla musica di Keith Emerson e degli E.L.& P., tacciata di pomposità e autoreferenzialità. La loro musica mi è sempre piaciuta e i loro primi album sono ancora dei fantastici gioielli di musica che il tempo non ha scalfito. Chi non li ama, non li ascolti. Più vigoroso di Rick Wakeman (il tastierista degli Yes che allora si voleva in competizione con lui), Keith Emerson entrò nelle case degli italiani grazie ad una fortunatissima sigla di una allora altrettanto celebra trasmissione televisiva: Odeon, tutto quanto fa spettacolo. Si chiamava Honky tonk train blues e lo fece conoscere anche alle generazioni più adulte. L’anno dopo fece il bis con Maple Leaf Rag, rinominato Odeon rag in omaggio appunto alla trasmissione televisiva della Rai di cui era sigla. Ancor prima era arrivato in tv un estratto di Tank (la parte che segue l’assolo di Carl Palmer alla batteria, con l’irrusione del basso e la linea guida del moog suonato da Keith), che fungeva da sigla della trasmissione Tv7, un fantastico frammento di musica.
Incisive le colonne sonore scritte per il cinema e in particolare la sua prima, composta per il film di Dario Argento, Inferno.  L’etichetta Manticore, da lui creata insieme con Lake e Palmer, offrì a Banco e Premiata l’opportunità di farsi conoscere all’estero.

Ho visto dal vivo una sola volta gli Emerson Lake and Palmer, al Palaghiaccio di Marino, la tournèe dell’album Black moon, che mi piacque molto, anche se la spontaneità degli anni ’70 era ormai solo un ricordo. Poi solo lui con Marc Bonilla all’Auditorium Conciliazione, in prima fila per una serata che mi fece scoprire la sua ironia. Avrei dovuto fare tris quando tornò a suonare con Greg Lake, ma un’improvvisa malattia di Keith fece annullare quella serata romana. Non avrei avuto altre occasioni.
L’alchimia tra la sua musica, esaltata dalla voce e dal basso di Greg Lake, dal drumming di Carl Palmer, piaccia o meno, è un caposaldo della musica rock poi etichettata come Prog.
Pensando alla triste fine, fa ancor più tenerezza riascoltare il medley (Nicolette e Silver shoes) che apre l’antologia Hammer it out: Keith la suonò quando aveva solo 14 anni.

Discografia

Con i Nice

Con ELP

Con Emerson, Lake & Powell

Con 3 (Emerson, Berry and Palmer)

Come solista

Lista di pezzi basati sulle opere di altri compositori

La produzione musicale di Emerson si contraddistingue per l’originale
e pioneristica fusione di rock, musica classica o assoluta e jazz. Gli
innesti, le reinterpretazioni e le citazioni di opere di altri
compositori nei dischi dei Nice e degli ELP, si configurano come sinceri
omaggi alle fonti di ispirazione della sua musica e carriera, e oltre a
dare forma ad un inedito collage sonoro, hanno contribuito a divulgare
la musica classica o assoluta e il jazz fra la vasta ed eterogenea
schiera di appassionati del rock. È tipico della musica
d’improvvisazione, come il jazz, inserire all’interno di brani originali
estratti di composizioni altrui.. La capacità di mixare creativamente
all’interno di un brano originale citazioni di altre composizioni viene
vista nella musica jazz ma anche nel rock come una dimostrazione delle
grandi doti d’improvvisazione del musicista. L’utilizzo di composizioni
altrui non è legato ad alcun tentativo di plagio; quando richieste, le
royalties sono sempre state pagate al compositore o all’editore in
possesso dei diritti. La famiglia del compositore Gustav Holst vietò ad esempio ad Emerson di poter usare il brano Mars, the Bringer of War; Aaron Copland confessò di essere rimasto piuttosto perplesso dall’arrangiamento del brano Fanfare For the Common Man, ma ne approvò l’utilizzo; Alberto Ginastera
viceversa, rimase impressionato dalla versione elettronica realizzata
da Emerson del quarto movimento del suo Concerto n. 1 per piano e
orchestra, contenuta nell’album Brain Salad Surgery dal titolo Toccata, dichiarando che egli stesso l’avrebbe realizzata in quel modo. Il grande direttore d’orchestra Leonard Bernstein chiese addirittura che i Nice venissero radiati da tutti i teatri degli Stati Uniti, dopo che ebbe ascoltato la versione “sacrilega” (secondo lui) del suo brano America, contenuta nell’opera West Side Story.[15][16][17].

Con i Nice

Con Emerson Lake & Palmer

  • The Barbarian, basata sull’Allegro barbaro di Béla Bartók, L’autore non viene citato nei credits nella stampa del LP del 1970 su etichetta Island, venne citato successivamente nella ristampa su cd su etichetta Manticore.
  • Knife Edge, basata sulla Sinfonietta di Leoš Janáček, L’autore non viene citato nei credits nella stampa del LP del 1970 su etichetta Island,
    venne citato successivamente nella ristampa su cd su etichetta
    Manticore. All’interno dello stesso brano viene usato un brano di J.S.
    Bach dalle Suites Francesi che non viene citato.
  • Pictures at an Exhibition, di Modest Mussorgsky, autore citato.
  • The sage brano cantato da Lake accompagnato dalla sola chitarra presente nell’album dal vivo Pictures at an exhibition ha un incipit vagamente ispirato al pezzo La canzone di Solveig, contenuto nel Peer Gynt di Edvard Grieg, non accreditato.
  • Blues Variations da Pictures at an Exhibition contiene un lungo omaggio non accreditato del pezzo Interplay di Bill Evans, inserito nel solo di organo Hammond, autore non citato.
  • Hoedown, da Rodeo di Aaron Copland, autore citato. All’interno del brano è possibile ascoltare Shortenin’ Bread, brano tradizionale.
  • Jerusalem, di Charles Parry, autore citato.
  • Toccata, dal Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra di Alberto Ginastera, autore citato.
  • Karn Evil 9 2nd Impression, contiene un omaggio a “St. Thomas” di Sonny Rollins.
  • Fanfare for the Common Man, di Aaron Copland, autore citato.
  • I Believe in Father Christmas, contenuta nell’album “Works II, contiene al suo interno l’intera porzione del brano di Sergei Prokofiev – Lieutenant Kije Suite – Troika, non accreditato.
  • Love at First Sight contenuto nell’album Love Beach ha come introduzione lo Studio N°1 in Do maggiore di Fryderyk Chopin, autore non citato.
  • Carmina Burana, di Carl Orff, usato in un lungo assolo dal vivo in Polonia, autore non citato.
  • Con Emerson, Lake & Powell infine, il tema di Touch & Go è identico alla canzone della tradizione folk inglese Lovely Joan, meglio conosciuta come Fantasia on Greensleeves utilizzata anche dal compositore inglese Ralph Vaughan Williams nel brano Greensleeves/Tallis Fantasia.
  • Romeo & Giulietta da Romeo e Giulietta di Sergei Prokofiev, autore citato.

Il ricordo della PFM

Keith è sempre stato un musicista atipico, un pianista che amava
profondamente il classico senza essere serioso e, nel contempo, aveva
con il rock una relazione viscerale fino a spingersi sulla strada della
musica elettronica, per diventare pioniere di ricerche sonore con il
Moog.
E sempre stato ironico e geniale nelle sue manifestazioni di
entusiasmo, soprattutto in concerto. Per divertirsi faceva esplodere
l’organo Hammond sul palco. Poi puntualmente lo strumento veniva ri
montato pazientemente dal suo tecnico personale il giorno successivo.
Oggi, pensando a Keith, ci viene in mente quanto fosse imprevedibile ed
eclettico, come quella volta che decise di finire lo show coi fuochi
d’artificio. Fu una giornata indimenticabile. USA 1974 Charlotte Speedy
Way Festival in Nord Carolina davanti a 380 mila persone. PFM era nella
stessa roulotte della Manticore, insieme ad Emerson Lake and Palmer. Noi
aprivamo il festival alle 13.00. Loro erano i penultimi ad andare in
scena mentre gli Allman Brothers avevano ottenuto il diritto di
chiudere il festival. Keith era su di giri, divertito per lo scherzetto
che aveva preparato agli Allman. Dopo il suo fantastico assolo, fece
partire una session di fuochi di artificio che incantò il pubblico
facendo credere a tutti che festival fosse terminato.
Il pubblico cominciò ad uscire e gli Allman furono spiazzati dallo “scherzetto”. Suonaroro per poche migliaia di persone.
Keith era così humor e grande musica. Buon Viaggio amico.

Franz e Patrick