Non è necessario aggiungere altro alla pagina de L’Espresso, la realtà è work in progress. L’umanità regredisce, dimentica, si fa massa mostruosa, addomesticata dal terrore cieco, dalla disinformazione e dalle strumentalizzazioni ad hoc di chi trae vantaggio dall’appecoronamento della massa che ha spento il cervello (ammesso che ne sia dotata) e lascia ad altri la possibilità di assoggettarla. Illudendola che sia lei a decidere, la massa. Discorso che vale per molte cose della vita, anche in Italia. In questo momento, ricordando la splendida canzone di Giorgio Gaber, la sfronderai identificandomi solo nell’ Io non mi sento italiano, ma per sfortuna lo sono.

Ps: chi legge questo post su Facebook in quanto appartenente all’elenco degli “amici di FB” e dovesse sentirsi irritato dal contenuto di questo breve testo, può cancellarsi. Non mi offendo. Lo faccio anche io togliendomi dalle amicizie degli individui che scopro essere razzisti, allo scopo di risparmiarmi lettura e commenti decerebrati e offensivi, perfino su notizie palesemente inventate ad arte.