Viktoria Orsi Toth

Fipav, un… Toth di omissioni sulla sabbia, durate lo spazio di un mattino o poco più. Si è appreso solo grazie all’intervista che Pierfancesco Catucci, sulla Gazzetta dello Sport, ha realizzato parlando con Luigi Dell’Anna, responsabile Fipav del beach volley. Viktoria Orsi Toth, fermata per doping alla vigilia dell’Olimpiade di Rio 2016, tornerà alle competizioni al termine della squalifica biennale, il 18 luglio prossimo, e lo farà in coppia con Marta Menegatti. La coppia sarà allenata da Terenzio Feroleto, concretizzando un progetto, si legge nell’articolo, diverso da quello ipotizzato dal direttore tecnico del femminile Andrea Raffaelli. Inevitabile la domanda: ma allora chi è che decide se si fa il contrario di quello che dice il direttore tecnico?
Stupisce, si fa per dire, che la federazione abbia diffuso il suo comunicato con gli organici della stagione soltanto mercoledì, due giorni fa, quando peraltro il carrozzone del beach volley si era già messo in moto. E con un certo ritardo rispetto al caso Cester, di cui si è parlato anche in questo sito. Nel comunicato della Fipav si affermava che la Menegatti avrebbe fatto coppia con Giombini, ma non era indicata nè la data di scadenza della coppia, nè compariva il nome della Orsi Toth, magari con la comprensibile precisazione che sarebbe tornata in Nazionale solo a squalifica scontata.
Curioso come in molti settori, non solo sportivi, si parli sempre (e spesso a spoposito) di trasparenza, svuotando nella pratica il significato della parola. Mutuando il titolo dell’ultimo film di Ozpetek, si potrebbe definire quindi una Fipav velata, come la Napoli del regista turco trapiantato in Italia. Sempre più distante dal concetto elementare della comunicazione. E quindi dalla sua base di appassionati. Sfugge lo scopo, la finalità di questa scelta comportamentale.

 

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