Ha ricordato un’ opera letteraria giapponese l’orribile omicidio del “macellaio” del Flaminio, Maurizio Diotallevi. Il quale ha ucciso la sorella e poi l’ha tagliata a pezzi in casa, per poi mettere i resti nei bustoni della spazzatura, scaricandoli in diversi cassonetti della zona (uno in via Guido Reni, non distante dal Maxxi e dall’Arena Cinema Tiziano).
Nel romanzo di Natsuo Kirino, pubblicato nel 1997 e successivamente anche in Italia, Le quattro casalinghe di Tokyo, accade un episodio simile: una moglie strangola il marito, poi con la complicità di amiche il cadavere viene fatto a pezzi, tagliato a fatica e poi messo in sacchi da distribuire in vari luoghi cittadini. 
E’ il punto di partenza per una storia articolata, cruda, che fotografa le frustrazioni non solo di donne e operai nipponici ma di una parte del proletariato nipponico, femminile e non. Un affacciarsi con la nostra mentalità europea, su una realtà diversa, spesso sfuggente ed enigmatica.