Per la Serie A1 e per Trento è una specie di anno zero. In un solo colpo
il campionato e la squadra campione di tutto ha perso i suoi cavalieri
dell’Apocalisse pallavolistica: Juantorena, Kaziyski, Raphael, Stokr,
oltre al tecnico Stoytchev.
        Il tasso di qualità della legione straniera della A1 si è
comprensibilmente abbassato, nell’attesa di scoprire che qualche nome
ancora non troppo famoso, in realtà dimostrerà il suo valore e crescerà
trascinando la sua squadra.
        Qualche certezza tuttavia c’è ancora. Anche ai massimi livelli.
Ricordando cosa seppe fare in pochi mesi nella scorsa stagione, il
cubano Simon si candida ad essere l’hombre della Liga. Con l’addio di
Juantorena che in Turchia schiaccerà sognando il ritorno in nazionale
cubana, il campione più famoso dei Caraibi, è diventato in A1 proprio il
gigante di Piacenza. Affinando l’intesa con il palleggiatore argentino
De Cecco, un altro dei grandi talenti stranieri del campionato, potrà
garantire fin dall’inizio al Piacenza quel ruolo all’avanguardia che i
pronostici le assegnano. Persi i suoi fuoriclasse più celebrati e
vincenti, la Diatec Trento è riuscita almeno a trattenere il suo
cocchino allevato in casa: l’opposto bulgaro Sokolov, autore di
eccellenti prestazioni agli Europei di Danimarca, per la gioia di
Camillo Placì che dall’anno scorso ha rimpiazzato Stoytchev sulla
panchina della Bulgaria. Per poter tesserare Sokolov, anni fa il
presidente trentino Diego Mosna ingaggiò una battaglia contro il
presidente federale Magri e contro una legge riguardante gli under 23
provenienti dall’estero. Ora in qualche modo Sokolov può ricambiare la
cortesia e sostenere, insieme con l’azzurro Birarelli e con il regista
dello scudetto Sintini (troppo frettolosamente e inopportunamente
dimenticato) un Trento impoverito ma pur sempre più che dignitoso per la
ribalta italiana.

        All’ombra dell’Itas mondiale, Sokolov è pian piano cresciuto. E
l’ottima stagione trascorsa a Cuneo, dove ha perfino sperimentato un
ruolo nuovo accrescendo il suo bagaglio tecnico-tattico (è stato
schierato al centro, pur rimanendo un opposto) gli ha regalato autostima
e certezze. Macerata spera di aver trovato nel polacco Kurek un valido
sostituto al capitano azzurro Savani: un giocatore di qualità, Kurek,
chiamato ad inserirsi nell’organico a disposizione del tecnico Giuliani.