Dal Corriere dello Sport-Stadio

Potrebbe essere una storia da film, uno dei molti copioni che la
Maratona di Roma propone, se si gratta sotto le aride cifre, posizioni,
tempi, ordine d’arrivo. La differenza è che questa storia è accaduta
davvero e Michael Kalomiris non è un personaggio di fantasia ma un
avvocato greco, un runner amatore in carne, ossa, e un lavoro che non ha
nulla a che fare con l’atletica. Due anni fa, quando preparò la sua
agile valigia per venire a correre la Maratona di Roma, si era messo in
testa di ottenere un buon tempo, una prestazione di cui poter andar
fiero una volta tornato in ufficio, nelle aule di tribunale. Quella
domenica piovve e tirò vento, tanto vento a sferzare il viso dei
coraggiosi maratoneti, che furono elogiati perfino da Papa Francesco. Ma
nonostante il tempo infame, Michael Kalomiris chiuse la sua fatica in
meno di due ore e mezza: 2 ore.29:23, ottavo posto in un a classifica
orfana di molti tra i runner più quotati, ritiratisi strada facendo.

Un
atleta amatore, lo dice la parola, corre senza pensare di essere un
campione come… quelli veri, che vanno all’Olimpiade, sono
sponsorizzati e convocati nelle Nazionali. Infatti Kalomiris tornò in
Grecia senza sapere, senza rendersi conto di ciò che aveva fatto. Non
sapeva che arrivando ottavo in una maratona Iaaf Road Race Gold Label,
come appunto è la Maratona di Roma, si diventa convocabili per
l’Olimpiade. Micheal, come l’Alice cantata da Francesco De Gregori,
tutto questo non lo sapeva. E non lo ha saputo fino alla primavera dello
scorso anno, quando non gli venne in mente di andare a cliccare la
pagina del sito di atletica dove trovò il suo nome tra coloro che erano
stati convocati per l’Olimpiade. Era maggio, mancavano solo tre mesi a
Rio 2016!
Maratoneta
olimpico a sua insaputa, l’avvocato Kalomiris decise che l’occasione
andava sfruttata. Si sarebbe preparato nel miglior modo possibile per
partecipare e concludere la massacrante prova olimpica.
«Chiesi
tre mesi di permesso allo studio legale e non solo li ho avuti, ma
tutti sono stati pronti a sostenermi. Per me è stato molto importante»
spiegò l’avvocato podista. «Quando ti piace davvero qualcosa, devi
trovare il modo di realizzare il tuo sogno». E ora che il sogno olimpico
l’ha vissuto (132° a Rio in 2 ore 37:03), ha deciso di tornare sul luogo dell’impresa:domenica 2 aprile ha corso di nuovo a Roma, piazzandosi 16° in 2:29:39. Un tempo vicinissimo al 2:29:23 che gli permise di coronare un sogno due anni fa.

 «Sono
nato ad Atene e vivo ad Egaleo City, vicino Atene. Mi sono laureato nel
2010 alla Scuola di Legge di Atene e da quattro anni lavoro come
avvocato civilista. Ho cominciato a correre da ragazzo, sia sulle
distanze medie che lunghe, perchè mio padre Christos era un podista,
correva le lunghe distanze eed era tesserato per uno dei più importanti
Club di corse su strada di Atene. Per qualche anno non ho corso con
assiduità ma poi ricominciai ad allenarmi e a partecipare a corse su
strada non troppo lunghe iniziando il sodalizio con il mio allenatore
Nikos Psaromichalakis, anche lui un runner appassionato e grazie al suo
aiuto sono arrivato addirittura a partecipare all’Olimpiade di Rio de
Janeiro. Il mio sogno di bambino che si è realizzato».  

Michael racconta quali sono stati i suoi campioni prediletti.
«Mi
piace guardare l’atletica, mi è sempre piaciuto, specialmente le
maratone. I miei favoriti sono stati Emil Zatopek e Haile Gebrselassie.
Mi piace anche seguire il calcio e il basket. Sono un grande tifoso
dell’Olympiakos e del Milan». 
Quando non corre, ama ascoltare musica e guardare film.
«Sì,
nel mio tempo libero mi piace andare al cinema, specialmente per vedere
film d’azione con i miei attori preferiti: Jason Statham, Gerald Butler
e Denzel Washinghton. Invece la musica mi piace soft, perchè mi rilassa
dallo stess e dalla fatica quotidiana: Whitney Houston, amavo la musica
di Michael Jackson».
Cosa si prova nel ritrovarsi catapultato in un’Olimpiade, in una maratona che era abituato a guardare in tv?
«Sono
stato veramente orgoglioso di rappresentare il mio Paese ai Giochi di
Rio. Come dicevo, si è realizzato un sogno che avevo da bambino. E’
stata un’esperienza davvero grande, la porterò con me per tutta la vita.
E ora sono felice di correre ancora la Maratona di Roma, come due anni
fa, quando grazie a Roma ho costruito senza nemmeno rendermene conto il
mio sogno olimpico. Il mio viaggio per Rio cominciò proprio qui…
Voglio ringraziare ancora una volta Castrucci per questo invito».