http://www.corrieredellosport.it/volley/a1_maschile/2014/12/16-388308/SuperLega%2C+AltoTevere+promuove+l%27arte+di+Burri

 Un primato l’AltoTevere ce l’ha già, indipendentemente dai risultati che
riesce ad ottenere nella prima stagione di SuperLega. Forse nessuna
squadra può vantare di avere sulla maglia il nome di un artista di fama
mondiale come Alberto Burri. E’ la caratteristica della società nata e
cresciuta a Città di Castello, che una volta sbarcata nella Serie A1 dei
nostri tempi, ha dovuto traslocare due volte in cerca di un impianto
idoneo, che non poteva avere a casa sua. Da Città di Castello a San
Giustino e poi, con l’avvento della squadra di B1 femminile con cui
avrebbe dovuto dividere l’attività, fino a San Sepolcro, regione toscana
ma sempre nella valle dell’AltoTevere appunto.

 
Il 12 marzo del 2015 ricorre il centenario della nascita
di Alberto Burri, artista unico, che ha dato nobilltà artistica alla
materia, rendendo le sue opere quasi viventi, da percepire anche con il
tatto, utilizzando materiali riciclati. Le sue opere sono esposte nei
più prestigiosi musei di tutto il mondo e dal 1978 a Città di Castello è
attiva la Fondazione Burri, avviata dallo stesso artista, morto a Nizza
nel 1995, quasi ottantenne.

 
Proprio per conservare in modo tangibile il legame affettivo con
Città di Castello, la società presieduta da Arveno Joan ha pensato di
mettere sulla maglia il nome di Burri, considerando un vero onore che la
cosa sia stata possibile grazie all’autorizzazione della Fondazione
Burri, concessa per la prima volta per un’operazione di questo
tipo.L’anno prossimo ci sarà una grande mostra al Guggenheim di New York
e chissà che tra le opere esposte non possa esserci anche una maglia
dell’AltoTevere, a sottolineare l’importanza di un artista che ogni
settimana viene ricordato sui campi di pallavolo. La scritta Burri in
caratteri maiuscoli, bianca su fondo nero, sia sulle divise rosse che su
quelle bianche. E nella parte inferiore il riferimento al Cretto di
Gibellina, una delle opere più celebri, che Burri realizzò nella
cittadina siciliana rasa al suolo dal terremoto del Belice del 1968.
 E il campionato? L’AltoTevere sta cercando faticosamente di
ricostruirsi un’identità a San Sepolcro, che l’ha accolta con
entusiasmo, anche se il ridimensionamento del budget e il
ringiovanimento della squadra, non consentono altro che una stagione
dignitosa, alle spalle delle grandi designate.