https://www.vistodalbasso.it/2017/07/13/volley-fipav-lo-strano-deferimento-di/

Per quel che posso dire io, un proscioglimento assolutamente prevedibile. Direi inevitabile. Quel che andava detto fu già detto, ripubblico due focus. Il primo sull’accusa, il secondo sul commento personale che uscì su Visto dal basso.
Ma leggendo la motivazione della sentenza non si può non restare stupiti: la signora Marzari non viene prosciolta perchè non può essere un reato divulgare un dato che dovrebbe essere pubblico alla fonte, ma solo perchè non è assodato che sia stata lei a scrivere. è roprio vero che le vie della giustizia, e dell’ingiustizia, sono infinite.

Motivazioni
Non vi è dubbio che il contenuto della pubblicazione oggetto del procedimento sia da ritenere lesivo del decoro e prestigio degli organi federali per il modo in cui la notizia è stata riportata, con allusioni non corrette (comunque prive di alcuna prova) sulla gestione delle risorse finanziarie della Federazione da parte degli
organi rappresentativi principali. In particolare non vi è conferma della veridicità di quanto affermato e della rispondenza alla realtà delle somme indicate. Sul punto nessuna prova è stata fornita dalla difesa, nonostante si tratti di dati ed atti conoscibili ai tesserati.

 

(omissis) notizie oggetto di riservatezza, false, tendenziose e lesive al decoro, al prestigio ed alla reputazione del Presidente Federale Fipav, del Consiglio Federale e, comunque, della F.I.P.A.V., circa presunti costi e spese per compensi a tesserati ed atleti (omissis)



«Nell’articolo si ipotizza che la causa
del deferimento possa attribuirsi ad un articolo pubblicato dal sito
VolleyNews e riguardante i contratti della Nazionale maschile, dal ct
Blengini fino agli ultimi (e sottopagati, va detto) collaboratori.
Quanto scritto a suo tempo da VolleyNews pare non sia stato mai
contestato, rettificato o smentito, nè dai soggetti citati, nè dalla
Fipav. E comunque, ad essere pignoli, nel nome della trasparenza,
avrebbe potuto essere la stessa Fipav a rendere noto il tutto. Con tutta
la buona (o cattiva) volontà, non riesco a capire come ciò si possa
considerare lesivo dell’immagine della Fipav».