Lecce-Juventus, Dybala al tiro Foto Juventus.com
Dybala al tiro in Lecce-Juventus Foto Juventus.com

Lecce-Juventus 1-1, pareggio di rigore. Si può avere un possesso palla quasi del 71% e non vincere una partita? Si, si può. Lo ha scoperto amaramente la Juventus a Lecce. Primo tempo con una superiorità straripante, con Dybala e Higuain che si infilavano come coltelli nella panna nelle maglie difensive leccesi. Ma gli errori di mira impedivano il vantaggio. Higuain aveva anche segnato, mettendo in rete un invitante cross basso di Alex Sandro, ma la Var ha pescato il suo mezzo metro di fuorigioco.
La Var non è invece intervenuta a sostegno dell’arbitro Valeri quando Emre Can, finalmente una partita da titolare per lui, è stato toccato in area giallorossa (cadendo però dopo un passo, come aveva fatto Immobile la scorsa settimana in Lazio-Atalanta, riscuotendo però il rigore).
Il Lecce sapeva rendersi pericoloso con un paio di ripartenze, ma il primo tempo è stato tutto bianconero. A proposito: quando si capirà che la maglia bianca e rossa non porta bene? Due partite in trasferta, nessuna vittoria: un punto a Firenze, un punto a Lecce. Non sarà vero, ma forse converrà cominciare a crederci…

I due rigori

Nel secondo tempo entrambi i gol arrivavano su rigore. Al 5′ Petriccione interveniva sui piedi di Pjanic giusto sulla linea che delimita l’area di rigore. Consulto Var e penalty assegnato. Trasformazione di Dybala.
Dopo soli 6 minuti anche il Lecce usufruiva di un rigore, che se il calcio fosse ancora calcio, non sarebbe mai da assegnare. Protagonista per la terza partita consecutiva un braccio dell’olandese de Ligt, che ci saprà anche fare con i piedi, ma con le mani (o braccia) è un disastro. Un suo tocco di gomito regalò il rigore all’Inter, il tocco dopo svirgolata nella gara col Bologna fu evidentemente involontario e di sponda, per cui fu graziato; a Lecce la palla gli ha sbattuto sul braccio, nemmeno staccato in maniera sospetta dal corpo (se guardate le riprese tutti i giocatori attorno a lui hanno la stessa posizione: non è calcio balilla, non si può giocare con le braccia incollate), dopo una deviazione di Lucioni. Ma Valeri non ha nemmeno consultato la Var, indicando subito il rigore.

Lecce cresciuto

Il Lecce ha poi difeso con perizia il prezioso pareggio, giocando un bel secondo tempo, anche se in modo diverso rispetto alla partita di San Siro con il Milan. Ormai si è capito che la Juve si imbriglia alzando una diga in difesa, arroccandosi in area. Cosa che la squadra di Liverani ha saputo far bene. Ma è stata brava anche a tenere in apprensione la retroguardia juventina con Mancosu, Babacar e poi Lapadula, abile a difendere palla in avanti e a procacciarsi punizioni.

Juve, 15 tiri inutili

La Juventus ha indirizzato la bellezza di 15 tiri verso la porta di Gabriel, e non si può certo dire che Dybala e Higuain abbiano giocato male. Ci ha provato anche Bonucci (erroraccio sotto porta). Non ci ha provato purtroppo Danilo, che nel primo tempo a pochi metri da Gabriel invece di tirare nell’ampio specchio disponibile, ha rimesso al centro l’ennesimo passaggio neutralizzato dai giallorossi. Per non parlare dei tiri a botta sicura rimpallati nel mischione dell’area giallorossa.
Sarri mi accontentava (bel senso che mentre stavo pensando: farei entrare Cuadrado al posto di Danilo, lui lo aveva appena deciso) sostituendo Danilo con Cuadrado per avere più qualità sulla fascia destra. Invece al posto del solito evanescente Rabiot, avrei visto meglio Matuidi a strappare palloni e ricatapultarsi in area sia come rifinitore che come terminale a sorpresa.
Qualche tiro da lontano c’è stato, ma con la mira sbagliata. In assoluto si ha sempre l’impressione di un fraseggio esasperato: non bisogna entrare in porta con tutto il pallone, il tiro da fuori deve essere un’arma abituale.
Non c’era Cristiano Ronaldo, come a Brescia, ma la Juventus che ha giocato avrebbe dovuto e potuto vincere la partita. Serviva maggiore lucidità. E una cattiveria agonistica che si è vista solo a tratti e nell’assedio finale. Per sua fortuna, a ruota si è inceppata anche l‘Inter, bloccata sul 2-2 dal Parma e rimasta ad un punto dalla capolista Juve. L’infermeria lamenta l’infortunio alla coscia di Pjanic, la testata rimediata da Higuain (in serata esami negativi a Torino) e la botta presa da Bentancur al costato.

LECCE-JUVENTUS 1-1

RETI: Dybala rig. 5′ st, Mancosu 11′ st

LECCE
Gabriel; Meccariello (26′ st Rispoli,), Lucioni, Rossettini, Calderoni; Majer (14′ st Tabanelli), Petriccione, Tachtsidis; Mancosu; Farias, Babacar
A disposizione: Vigorito, Benzar, Riccardi, Dell’Orco, Vera, Shakhov, Lo Faso, La Mantia, Falco, Lapadula
Allenatore: Liverani

JUVENTUS

Szczesny; Danilo (14′ st Cuadrado), Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Emre Can (26′ st Rabiot), Pjanic (22′ st Khedira), Bentancur; Bernardeschi; Dybala, Higuain
A disposizione: Pinsoglio, Buffon, De Sciglio, Rugani, Demiral, Matuidi, Olivieri, Han
Allenatore: Sarri

ARBITRO: Valeri
ASSISTENTI: Alassio, Paganessi
QUARTO UFFICIALE: Massimi
VAR: Pasqua, Di Volo

AMMONITI: 13′ pt Calderoni, 18′ pt Rossettini, 28′ st Mancosu, 34′ st Bernardeschi, 42′ st Lapadula

Gli infortunati: Higuain, Pjanic, Bentancur

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