Dal quotidiano LIBERTA’ di oggi 14 maggio 2014 un articolo d’Opinione firmato dai consiglieri comunali di Piacenza del Movimento 5 Stelle, che vanno ringraziati per aver portato alla luce e a conoscenza di tutti la reale situazione del PalaBanca di Piacenza. Da ciò che emerge sembra che il signor Guido Molinaroli, annunciando la cessione del PalaBanca (o del periodo della sua gestione che ancora rimane), faccia venire in mente Totò nel film Totò Truffa ’62 (film diretto da Camillo Mastrocinque, con Peppino De Filippo e Nino Taranto, tra gli altri), che cerca di vendere Fontana di Trevi ad uno sprovveduto turista italoamericano. 
Il PalaBanca come Fontana di Trevi? Leggendo questa opinione-ricostruzione, stride ancor di più il contenuto dell’intervista rilasciata dal presidente della Lega, Diego Mosna, sulla Gazzetta dello Sport di oggi, dove Molinaroli viene addirittura esaltato e citato per la sua passione.
Meglio astenersi dal commentare questa uscita a dir poco discutibile, anche se sicuramente ed evidentemente finalizzata maldestramente ad un obiettivo.
 Intanto a rimetterci è stata la Rebecchi Piacenza, campione d’Italia femminile (anche se poi, a fronte della proposta del Comune, la ritirata confermata ha dato modo di essere letta in tutt’altra maniera)
Andate a spiegare alla gente normale (ed onesta) come mai nel volley ed a Piacenza ci sia una squadra maschile il cui patron annuncia la dismissione di una squadra ma dicendo e ritenendosi  proprietario di un impianto, lo offre in gestione (ma si era addiritttura parlato di vendita). 
Poi (mentre ad uno ad uno i giocatori cambiano maglia) dice che si iscrive alla Champions League, quando è possibile che non sia al via nemmeno in campionato.
 E invece la Rebecchi Nordmeccanica Piacenza, il club femminile dei Cerciello, aveva la squadra (così almeno di pensava) ma non ha un impianto e non ha risposte da chi dovrebbe dargliele in fretta. E così nello sconcerto generale, abbandona il volley. 
Passano i giorni è il quadro diventa ancor più fosco ed imbarazzante, col sospetto, che pare una certezza, che i Cerciello abbiano utilizzato la vcenda del PalaBanca come un pretesto per tirarsi fuori dal carrozzone della pallavolo.
Lo si è detto tante volte, solo nella pallavolo italiana capitano queste cose. E non ci si indigna mai abbastanza. Mezzucci, cavilli, regole inesistenti o non applicate. Non date retta, ci vorrebbe poco a mettere ordine a Cialtrolandia.

 www.youtube.com/watch?v=y2_qTMplwwo

L’OPINIONE 
Palabanca, il Comune lo ha già pagato abbondantemente

 Dopo le meritate vittorie della pallavolo femminile, abbiamo assistito
ad alcuni battibecchi mediatici tra i patron delle squadre di volley e
siamo stati presi dalla solita curiosità, così abbiamo cercato di
approfondire le vicende che hanno offuscato la gloria degli ultimi
giorni. Dobbiamo innanzitutto evidenziare alcune anomalie riscontrate
nella vicenda Palabanca. Visionati gli atti, ci siamo resi conto che
questa annosa vicenda ha origine nel lontano 2004 con una delibera del
consiglio comunale: si autorizzava la realizzazione del Palabanca su
terreno comunale attraverso specifico diritto di superficie concesso per
10 anni alla società sportiva Copra Volley. Sempre il consiglio
comunale ha deciso l’erogazione a fondo perduto di una cifra
consistente: 320 mila euro per 10 anni che ammontano a 3 milioni e 200
mila euro, cifra pattuita dal comune come contributo a fondo perduto
allo scopo di abbattere il costo di costruzione della struttura stimato
in 4 milioni e 700 mila euro. Un preventivo veramente molto alto per la
struttura praticamente smontabile che è il Palabanca. Allora abbiamo
deciso di fare un’interrogazione, chiedendo al Comune se abbia
controllato l’effettiva spesa sostenuta per la costruzione
dell’impianto, perché riteniamo che la struttura sia stata ampiamente
pagata con i soldi che la società sportiva ha ricevuto dal Comune e,
trattandosi di soldi comunali, ci sono delle norme da rispettare
procedurali e sostanziali. Abbiamo chiesto di visionare la
documentazione relative alla costruzione dell’impianto, per controllare
che i fondi dati siano stati destinati effettivamente alla costruzione
dell’impianto sportivo e solo a quello. Per sapere se le norme si
applicano correttamente il controllo è un passaggio obbligato e le
interrogazioni sono uno dei pochi strumenti di controllo nelle mani dei
consiglieri. Recentemente si è prorogato alla società il diritto di
superficie e quindi la continuità nella gestione dell’impianto fino al
2017 e la ratei77azione degli oneri a carico del Comune per il pagamento
dell’ultima rata – spalmati in 5 rate da 64 mila euro: ora che il sig.
Molinaroli ci venga a dire che lui vuole vendere l’impianto è una cosa
inaccettabile perché il 30 giugno 2017 l’impianto sarà a tutti gli
effetti del Comune, ammesso che non lo si possa considerare tale già
oggi. Constatare che il comune non prende posizione ricordando che
l’impianto non è di proprietà del sig. Molinaroli è scoraggiante e ci
lascia basiti sul concetto di utilizzo del denaro pubblico. Lo sport è
importante per i valori che rappresenta, ma è altrettanto importante che
il denaro pubblico e la sua gestione siano il più trasparente possibile
e a favore della collettività non di singoli soggetti. Ci chiediamo: ma
con 3 milioni e 200 mila euro il Comune non avrebbe potuto costruirsi
autonomamente un palazzetto da destinare allo sport piacentino e agli
eventi piacentini? Così in consiglio comunale è passata la nuova tassa
sul ceto medio e imprese, la TASI, al massimo applicabile 3,3 per mille e
noi paghiamo!!!! 

 consiglieri comunali del MSS

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