Sul Corriere dello Sport-Stadio di venerdi 14 agosto 2015

C’è
stato un gran viavai nell’attacco della Juventus. Un reparto che ha
cambiato fisionomia nella ricerca della maggior prolificità. C’è stato
un un primo biennio targato Vucinic-Matri, gli ultimi due anni nel segno
della coppia formata da Tevez e Llorente, sorpassato da Morata nella
seconda parte della stagione. Nel primo anno di Conte il nuovo gioco
richiedeva notevoli sacrifici e dispendio di energie alle punte, che non
a caso non segnarono molto, con il solo Matri in doppia cifra (10 gol) e
Quagliarella e Del Piero sottoutilizzati. In compenso arrivavano i gol
dei centrocampisti: in campionato 9 di Marchisio, 7 di Vidal, 6 di Pepe.
Il mercato invernale porta Borriello, che non incide molto.

Identico
copione l’anno successivo: il capocannoniere Vucinic tocca a fatica
quota 10 e precede Quagliarella (9), Matri (8) e Giovinco (7)
riacquistato dal Parma. Si aggiungono il danese Bendtner e un Anelka a
fine carriera: non lasceranno il segno. Per vincere il campionato la
cooperativa operaia del gol basta anche, ma per fare strada in Champions
League ci vuole altro. Serve un attaccante che trasformi in pepite
d’oro sassi presi dal fango, che faccia gol quando le difese chiuse non
lasciano filtrare un filo d’erba, che all’improvviso spacchi la partita
quando la squadra non gira e il gioco non ingrana. Così arriva Tevez. E
la musica cambia: 19 gol la prima stagione, 20 la seconda. Carlitos e
Llorente diventano l’attesa coppia gol (35 reti in due, il navarro ne fa
16). Agli altri attaccanti bianconeri le briciole. L’anno scorso Tevez
quasi capocannoniere (20), Llorente e Morata i suoi partner. Ora tutto è
cambiato di nuovo. La rivoluzione ha portato Mandzukic, Dybala e Zaza
accanto a Morata. Altro giro, altri gol.