Inizia con questo post la collaborazione dell’amico Roberto Gaeta con VISTO DAL basso. Studioso, attento osservatore del panorama politico ed economico,  dedica periodicamente la sua attenzione alla costruzione di materiale didattico che diviene oggetto di interessanti seminari, amatoriali ma decisamente esaustivi, approfonditi e professionali. Di recente ha trattato argomenti come l’arte della disinformazione e gli effetti del liberismo. I suoi scritti costituiscono un importante contributo per una visione diversa e più consapevole del mondo che ci circonda ed ho pensato che fosse un importante arricchimento poter ospitare le sue opinioni sul mio sito. Con il suo permesso, si comincia. 

VISTO DA (Roberto) GAETA /1 Le privatizzazioni

************
A proposito delle privatizzazioni, nel 2010 la Corte dei Conti, ne analizza l’effettiva efficacia, e l’analisi è impietosa:

“si segnala sì un recupero di redditività da parte delle aziende
passate sotto il controllo privato; un recupero che, tuttavia, non è
dovuto alla ricerca di maggiore efficienza quanto piuttosto
all’incremento delle tariffe di energia, autostrade, banche, ecc. ben al
di sopra dei livelli di altri paesi europei. A questo aumento, inoltre,
non avrebbe fatto seguito alcun progetto di investimento volto a migliorare i servizi offerti.”

Più secco è invece il giudizio sulle procedure di privatizzazione, che:

“evidenzia una serie di importanti criticità, che vanno dall’elevato
livello dei costi sostenuti e dal loro incerto monitoraggio, alla scarsa
trasparenza connaturata ad alcune delle procedure utilizzate in una
serie di operazioni, dalla scarsa chiarezza del quadro della
ripartizione delle responsabilità fra amministrazione, contractors ed
organismi di consulenza al non sempre immediato impiego dei proventi
nella riduzione del debito”
In parole povere, le aziende
pubbliche date ai privati, non solo non hanno fatto nessun investimento
per migliorare i servizi offerti, ma hanno aumentato a dismisura le
tariffe in cambio di niente. Le privatizzazioni sono dunque un disastro
per tutti noi cittadini, e un affarone per quei pochi che ne hanno
usufruito.