A volte il volley ricorda di essere uno sport dove se non tutto, molto
può succedere. Da una parte ci sono i politicanti delle varie
federazioni europee e internazionali, che magari multano una federazione
perchè una bandiera appesa al soffitto risulta storta, o perchè un
cesto di ciliege non è ben sistemato sul tavolo (accadde anche questo,
in Puglia lo ricordano).
        Dall’altra si fanno beffare sotto il naso su temi che in teoria
dovrebbero essere più importanti. Molti ricorderanno, all’epoca in cui
Daniele Bagnoli ricopriva il ruolo di ct della Nazionale russa, il suo
vice effettivo Piazza in realtà figurava come fisioterapista.
        Martedì sera nella Champions League femminile è accaduta una cosa
che può anche risultare divertente, ma che in fin dei conti non
testimonia a favore dell’avvedutezza di certi regolamenti e della
serietà di chi, trovandosi nella condizione di non poterli rispettare,
ricorre al trucchetto, alla furbata.
        La squadra dell’Imoco Conegliano, che in Europa è sponsorizzata
nella denominazione dall’etichetta Prosecco Doc, martedì sera giocava ad
Istanbul (in un Palasport coperto, senza neve e senza campo rovinato
dai trattori del Galatasaray calcio). Mancandole Raffaella Calloni, che
si è infortunata ed è stata operata di recente, a disposizione del
tecnico Marco Gaspari c’erano solo undici giocatrici. Per evitare l’ammenda
prevista dalla Cev (3.000 euro) per la squadra che non si presenta con un roster da
12 atlete, il Conegliano ha inserito nella lista e tesserato Alice
Scodellaro, non una giocatrice ma la graziosa segretaria del club. Scelta
che indubbiamente regala visibilità e suscita curiosità a livello
mediatico, ma che sportivamente parlando fa un po’ tornare indietro ad
un volley d’altri tempi, quando poteva accadere un po’ di tutto. E
comunque, almeno per una sera, suppongo che ad Alice sia parso di stare
nel paese delle meraviglie…
Posso immaginare il suo stato d’animo nel raggiungere lo spogliatoio di Istanbul da… abusiva, posso supporre che strana sensazione deve aver provato nello spogliarsi insieme con le undici giocatrici della squadra, nel vestirsi accanto a loro, indossando maglietta e pantaloncini griffati Prosecco Doc. Magari le sarà venuto in mente di aver alzato un po’ il gomito, di aver mandato giù qualche bicchiere di Prosecco di troppo (ma in Veneto reggono bene il vino…). A modo suo la storia di Alice era molto curiosa da raccontare. Le avremmo voluto rivolgere queste semplici domandine. 
Ma Alice Scodellaro ha preferito non parlarne, ha rifiutato di raccontarsi e raccontare la sua strana serata turca (la squadra tra l’altro ha perso 3-2 dopo essere stata in vantaggio per 2-0). 
Più probabile però (non è una certezza ma un forte, fortissimo sospetto) che sia stata la società ad imporle o chiederle di non parlare. Decisione da rispettare, anche se non certo da condividere.
Ci si lamenta sempre della difficoltà di far comparire il volley sui giornali e per una volta che c’è la possibilità di avere attenzione, si preferisce rifiutare. Se Conegliano adesso (ma non prima) trova disdiscevole l’episodio e rifiuta di tornarci sopra, poteva evitare di mettere a referto Alice. L’atto è del club, non dei giornalisti che se ne sono accorti e ovviamente ne hanno scritto.
Bah… forse il Prosecco, anche se Doc come quello di Conegliano, fa perdere lucidità e dimenticare le elementari regole della comunicazione.
     

  Ecco la foto buffa delle Pantere di Conegliano che fanno gli auguri di buone feste.
Senza Alice Scodellaro, naturalmente…