Sono dell’avviso che un album vada digerito per bene prima di avventurarsi in giudizi o commenti. Quando poi l’opera in questione è il primo album in studio del nuovo Banco del Mutuo Soccorso, senza Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese (ma anche senza Alessandro Papotto, Tiziano Ricci, Maurizio Masi) prendersi il tempo per ascoltare ripetutamente era un dovere.

Gli ultimi inediti alla spicciolata

L’ultimo album risaliva addirittura al 1994 (Il 13), gli ultimi brani inediti erano stati pubblicati alla spicciolata; nel 1997 (i 15 minuti delle tre parti di Nudo, dall’omonima raccolta live).

Nell’edizione dei 40 anni, 2012, cofanetto doppio, di BMS (Polifonia, Tentazione, Padre nostro). Nel 2013 per il quarantennale di Darwin!: cofanetto doppio contenente il brano Imago Mundi, con la voce anche di Franco Battiato. Nel 2017: con il doppio che proponeva Io sono nato libero e gli inediti (cinque brani) de La libertà difficile.

Ogni volta che andavo ad ascoltare il Banco dal vivo, mi chiedevo perché non registrassero nuova musica. Una volta dal palco Francesco disse che si doveva fare un album solo se si aveva qualcosa da dire. Ma l’assenza di nuova musica era una mancanza dolorosa, lenita a stento dai due splendidi album di Vittorio Nocenzi al pianoforte (Movimenti del 2001 e Estremo Occidente del 2009).

Dopo venticinque anni

Con Transiberiana si celebra dunque il ritorno alla vita discografica di un gruppo storico della musica italiana, progressive ma non solo. Devo ammettere che sentimentalmente è stato difficile accettare che il Banco avesse una nuova voce, oltre a quella di Vittorio Nocenzi che aveva spesso anche cantato: talmente eccezionale, direi assolutamente unico, Francesco Di Giacomo. che nessuno avrebbe potuto reggere il confronto, ed è inevitabile chiedersi retoricamente come sarebbe stato Transiberiana con la voce di Francesco.

E non è certo una critica a Tony D’Alessio, la nuova voce. Nuove canzoni, nuova voce: caso mai può risultare diverso sentire il vecchio repertorio interpretato dal vocalist attuale, sicuramente bravo. Transiberiana è un bell’album, mi è piaciuto il modo in cui Vittorio Nocenzi ha confezionato un disco che riesce ad essere realmente nuovo, ma anche tradizionale.

Una musica infarcita di nuove cose pur restando nel solco classico della musica del Banco e di Nocenzi. Perché sono ancora le tastiere a ricordarci prepotentemente frammenti del Banco che fu. Un marchio di fabbrica elegante ed emotivamente coinvolgente.

Lampi che riportano a galla un passato che nessuno vuole dimenticare.Transiberiana offre musica di qualità, vigorosa e coinvolgente, ma non priva di melodia (come il gioiellino cantato da Nocenzi, Campi di fragole).

Il nuovo prog ha invaso la scena musicale, ma i vecchi leoni del Banco dimostrano ancora grande vitalità e di essere i primi della classe, insieme alla Pfm (e ad Aldo Tagliapietra delle Orme) annodando il filo musicale del passato, superando lutti dolorosi e confermandosi ancora e sempre progressivamente moderni.