Lupo Ezechiele

Il Lupo perde il pelo ma…non il vizio

“L’altra cosa è che purtroppo non è la prima volta
bisognerebbe chiedere a Peralta perché si dimise nel 2018!”
Gian Luca Pasini, Dal 15 al 25 Blog Gazzetta dello Sport

Nelle classifiche mondiali riguardanti la libertà di stampa, secondo Reporters Sans Frontieres, l’Italia era al 43° posto nel rilevamento annuale datato aprile 2019. Un piazzamento mortificante e preoccupante. Ma il caso, anzi i casi, di cui si parla in questo post riguardano un ambito sportivo. Tuttavia, a ben guardare, certe modalità non sono poi molto dissimili da ciò che talvolta accade in situazioni diverse e ben più gravi, perché il germe del potere e della dittatura dell’agire da parte di chi ritiene di avere appunto il potere, se non viene stroncato subito, sarà inevitabilmente destinato ad espandersi e diffondersi, soffocando i più elementari principi di convivenza pacifica, pur nelle diversità di opinioni. Come sempre dovrebbe essere, specialmente in ambito sportivo.

Allora, come potete leggere nei link allegati in coda, a metà giugno, in occasione della prima tappa dei Tricolori di Beach Volley disputatisi a Milano, presso il Castello Sforzesco, è stato ritirato l’accredito, regolarmente richiesto e attribuito, al giornalista Eugenio Peralta, ora collaboratore del sito Volleynews.it, e di conseguenza espulso dal campo.
A deciderlo un personaggio, di cui non farò il nome , che in questa storia potremmo chiamare con un appellativo di fantasia, il Lupo. Perché il Lupo perde il pelo…ma non il vizio, recita un antico detto popolare.
Gian Luca Pasini chiedendosi come mai Eugenio Peralta concluse bruscamente il suo rapporto di lavoro con il Comitato Fipav Lombardia, mi ha in qualche modo chiamato in causa. Già perché purtroppo e involontariamente, fui proprio io il soggetto della discordia e la causa del suo licenziamento/dimissioni (non conosco la formula adottata) alla vigilia della fase milanese di Mondiali di pallavolo maschile del 2018.

Prologo

Accadde che il Lupo fu molto contrariato dalla pubblicazione di un servizio fotografico relativo alla tappa milanese dei Mondiali 2014, che evidenziava quelle che con un eufemismo potremmo definire lacune dell’area ospitalità destinata alla stampa italiana ed estera. In genere un luogo dove si può bere qualcosa, anche mangiare e socializzare, conversare, nelle pause consentite dai programmi. Queste aree esistono in tutte le manifestazioni, in tutto il mondo, con varie modalità e qualità. Ora, il gruppo dei veterani della stampa pallavolistica che dal 1989 ha seguito la Nazionale, come è stato pronto ad apprezzare l’ospitalità dei Paesi stranieri che hanno accolto i grandi eventi del volley, così avrebbe voluto andar fiero dell’ospitalità italiana. Basta pensare all’importanza che il Coni attribuisce a Casa Italia in occasione di ogni Olimpiade.
Perché l’ho scritto nel 2018? Perché di lì a poco Milano avrebbe di nuovo ospitato un Mondiale di pallavolo.
Quel post (che non linko perché l’intento è pacifico e garantista, non polemico, una semplice testimonianza) era dunque una sorta di “memento”, come a dire: quattro anni fa facemmo brutta figura, stavolta evitiamolo e attrezziamo un servizio che ci possa rendere orgogliosi presso la stampa estera. E quindi, nel momento in cui si vota per eventi sportivi in Italia, avere il suo piccolo grande peso nel racconto che i giornalisti stranieri fanno dell’Italia.

Il fatto (la prima volta) a Milano

Il mondiale in settembre si trasferisce da Firenze a Milano. I giornalisti devono transitare nel van degli accrediti per cambiare il pass e mettersi al collo quello per le tre giornate al Forum di Assago. Il mio non si trova. Dopo qualche minuto, dato che sono persona conosciuta da chi ha lavorato con le Nazionali in Fipav, non trovandolo nel mucchio, decidono la cosa più semplice e banale: lo ristampano lì per lì. Ringrazio ed entro al Forum. Lavoro normalmente.
Alla fine della giornata, quando fortunatamente avevo appena ultimato il servizio per il giornale che mi aveva accreditato, il Lupo viene a cercarmi con il mio accredito tra le mani. Esprime verbalmente tutte le accuse che intendeva rivolgermi per quel post, entra nel merito di ciò che invece avrei dovuto scrivere (la confusione dei ruoli è caratteristica ricorrente nello sport) e ribadisce che aveva preso lui il mio accredito perché non voleva farmi entrare al Forum. A suo avviso non avrei dovuto essere ammesso e quindi aveva sottratto lui il mio accredito.
Per natura cerco sempre il dialogo, anche in situazioni apparentemente ardue, per cui nonostante tutto provai a spiegare, ad argomentare quanto avete letto nel prologo. La cosa finì lì, perché pur incredulo di quanto il Lupo voleva accadesse, decisi di agire per il bene della pallavolo. E fu allora che seppi la ragione dell’assenza di Eugenio Peralta: appresi che Eugenio aveva espresso il suo disaccordo su quel modo di agire, cercando di far capire al suo datore di lavoro che non ci si poteva comportare così. Insomma, per far bene il suo lavoro, Peralta invece di essere ringraziato, quel lavoro lo perse. Fu immediatamente sostituito da un altro collega che subentrò nelle tre giornale del Forum.
Se avessi reso pubblica la notizia che un membro Fipav del Comitato organizzatore dei Mondiali (targati FIVB) aveva agito all’insaputa di tutti (anche tutti i suoi superiori) per ritirare l’accredito all’inviato del Corriere dello Sport-Stadio, avrei dovuto immediatamente coinvolgere la FIVB (la Federazione Internazionale Volleyball), l’USSI (l’Unione della Stampa Sportiva Italiana), il mio giornale e il CONI, dato che la Fipav è una federazione del Comitato Olimpico Italian0.

Ne sarebbe scaturito un putiferio. E per il bene del volley italiano, della sua immagine, passai sopra a tutto. Il giorno dopo la fine dei Mondiali tuttavia, viaggiando in treno da Torino a Milano accanto al presidente federale, lo informai dell’accaduto.

Il fatto bis, sempre a Milano 

http://dal15al25.gazzetta.it/2019/06/17/autogol-federale-cacciato-un-giornalista-per-anni-collaboratore-fipav/

https://www.volleynews.it/2019/06/17/ingresso-vietato-per-volley-news-al-campionato-italiano-di-beach-volley/

Conclusioni

A meno di otto mesi dall’episodio che mi riguardò, il Lupo è tornato a colpire, con l’espulsione di Peralta dal beach, con il ritiro del suo accredito. Il Lupo perde il pelo…ma non il vizio. E stavolta, per il bene della pallavolo e della sua immagine, metto a disposizione la mia testimonianza. Perché vuol dire che strappare accrediti è nel modus operandi del Lupo, non si trattò di un caso isolato ma di un’azione che si è ripetuta.
Non so con quali criteri la Fipav assegni ruoli e compiti, ma una cosa è assodata: il Lupo mai e poi mai potrebbe occuparsi di comunicazione e giornalisti, avendo dimostrato cosa pensa al riguardo.

Malagò e il Coni che ne pensano?

Ora che l’Italia e il Coni hanno vinto la corsa per l’Olimpiade invernale del 2026 con la candidatura di Milano-Cortina e che il presidente Giovanni Malagò ha annunciato la sua ricandidatura per un ulteriore mandato, superati quei giorni di notevole stress, sarei curioso di sapere cosa pensa di questo comportamento della Fipav e del nuovo ruolo che, ho sentito dire, il Lupo avrà in Federazione.

Un importante addetto ai lavori mi ha detto che tutti sanno ciò che stava per succedermi al Forum durante lo scorso Mondiale. Beh se è vero che tutti hanno saputo,è anche vero che nessuno ha mosso un dito per evitare che il Lupo azzannasse ancora. Anzi ha ricevuto un premio. E allora mi sono assunto l’onere di fare chiarezza.
Personalmente ho messo tutto in un angolino del passato, spiacevole ma passato. Nulla di personale insomma (tanto è vero che non ho nemmeno scritto di chi si parla: critico il comportamento, non la persona), se non il desiderio di giustizia ed etica che ha sempre caratterizzato il mio lavoro e la mia vita.

Il comunicato con le scuse della Fipav

PALLAVOLO COMUNICATO FEDERALE DEL 18 GIUGNO 2019 a cura dell’ufficio stampa Fipav
Nota Federale del 18 giugno 2019

La Federazione Italiana Pallavolo, preso atto di quanto accaduto a Milano in occasione della tappa d’esordio del Circuito Tricolore di beach volley, si dichiara spiacevolmente colpita da quanto successo. Nella fattispecie un dirigente federale ha allontanato un giornalista dalla manifestazione a causa di loro trascorsi personali non positivi.
Il Presidente Federale, il Segretario Generale e tutto il Consiglio Federale si dissociano fermamente da tali comportamenti giudicandoli non opportuni e assolutamente non in linea con la politica comportamentale federale.
Con l’occasione tutta la Federazione Italiana Pallavolo desidera chiedere scusa al giornalista coinvolto e all’intero movimento pallavolistico nazionale per il danno d’immagine provocato.

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Se vi chiedete come si possa conciliare il contenuto di questo (doveroso) comunicato con il ruolo con cui pare sia stato gratificato il Lupo… Beh me lo sono chiesto anche io. Non trovando una risposta plausibile. Ma evidentemente chi decide non ha capito bene e non si è posto domande. Quando avrebbe potuto dare un premio diverso, che non mettesse il Lupo a contatto con concetti ostici e misteriosi come la comunicazione e i giornalisti che hanno la pretesa di scrivere in libertà fatti e opinioni.