LE CONFESSIONI – Regia: Roberto Andò. Interpreti:
Toni Servillo
Daniel Auteuil
Pierfrancesco Favino
Connie Nielsen
Moritz Bleibtreu
Marie-Josée Croze
Stéphane Freiss
Togo Igawa
Richard Sammel
Johan Heldenbergh
Alexsei Guskov 

Film ambizioso quello di Roberto Andò, svuotato dell’umorismo che aveva animato Viva la libertà, la sua precedente opera dedicata ai personaggi della politica, nazionale in quel caso, sempre con Toni Servillo.
Un piano sequenza aereo iniziale che resta nella mente conduce la storia nella sconfinata dimora del potere, di conseguenza priva di valori. Il silenzio del frate, i suoi sguardi, i suoi movimenti, fanno da contraltare alle parole vuote di un G8 glaciale, senza scrupoli, privo di morale, pronto come sempre ad applicare la legge monetaria del più forte, sulla pelle della gente, sempre più depauperata. Una ricchezza in crescita esponenziale nella mani di una minoranza, spalleggiata e favorita dai fantocci delle finte democrazie, servi dei mercati e dei loro giochi sporchi, di quel castello che rende tutti schiavi della divinità economia.
Lodevole la mission che si è dato Andò, ma il suo film non è completamente riuscito, lascia un non so che di irrisolto, anche se cogliendo al volo la metafora che offre, suggerisce che forse l’unica via d’uscita sarebbe quella di ribellarsi. Al potere, ai mercati, al Fondo monetario schiavista. Se anche i cani più miti e addestrati trovano la forza della ribellione, mostrando i denti prima di cambiare strada, la via per provarci è indicata. Ma ci vuole coraggio. Il frate dialoga meglio con gli animali che con i potenti, assai peggio degli animali, è noto.
Servillo è come sempre credibile ed incisivo, al politico italiano viene generosamente attribuito il coraggio del dubbio, senza scalfire il giudizio globalmente negativo e catastrofico sulla realtà che governa attualmente il mondo.