Andrea Lucchetta (Foto Claudio Bartoletti)

Lucchetta e #TProteggo, è il giorno

Andrea Lucchetta ha sempre pensato che la missione di un pallavolista, di un campione, non si esaurisca in campo. E per promuovere lo sport, le regole salutari per vivere nel rispetto del proprio corpo e degli altri, ha dato spesso il suo volto e il suo nome a campagne sociali focalizzando l’età della formazione. Partendo dalla ludoteca che aprì a Modena, passando per l’iniziativa “Un Campione per amico” e per la serie di cartoni animati delle Spike Girls da lui ideata e interpretata, stavolta è andato oltre, mobilitandosi per una campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche dei bambini nati prematuri. Nel mondo un neonato su dieci nasce prematuramente (ovvero prima della 37ª settimana, i più piccini sotto le 32 o addirittura le 28 settimane di gestazione) e anche in Italia il 7% dei bimbi viene alla luce prima del previsto: ovvero 100 neonati al giorno, ben 35.000 ogni anno. Approfondendo, il 61% dei parti gemellari o trigemellari (aumentati del 300% negli ultimi anni) è pretermine. Più alta è la prematurità e maggiore è la probabilità di sviluppare complicanze gravi e potenzialmente letali. Il 42% dei pretermine soffre di problematiche respiratorie, mentre la percentuale di mortalità nei prematuri dei neonati che pesano meno di 1.500 grammi è passata da oltre il 70% negli anni ’60 a meno del 15% circa negli anni 2000 e quella dei neonati di peso inferiore ai 1000 grammi è diminuita da oltre il 90% a meno del 30% nello stesso periodo.

Sul web da qualche settimana circolano i video di Andrea Lucchetta, campione del Mondo a Rio ‘90 con l’Italvolley di Velasco e oggi commentatore Rai per la pallavolo. Appelli appassionati con cui da un lato invita a lasciare un segno viola nella giornata oggi, dall’altro si rivolge direttamente ad un ipotetico neonato, per fargli coraggio.

«Abituato a fare muro contro l’indifferenza, vorrei far postare sulla rete dei social un qualsiasi messaggio utile a sensibilizzare i followers sulla campagna T-proteggo attraverso il colore viola. Come proteggo un pallone in difesa  o in copertura per aiutare i compagni di gioco o lo coccolo in palleggio, chiedo a tutti di proteggere i diritti dei neonati prematuri postando sui social foto, video o storie utilizzando l’hashtag #Tproteggo, per accendere l’attenzione sulle problematiche dei bambini nati prima del tempo».

Andrea spiega la sua adesione: «Ho scelto di essere Testimonial della campagna T-proteggo affiancando la Sin e l’associazione Vivere Onlus  chiedendo un segno, un segno viola come segno distintivo di condivisione di questo messaggio forte». In Italia ci sono 241 reparti di Patologia Neonatale o Terapia Intensiva Neonatale (TIN) di cui il 54% al Nord; il 22,8% al Centro e il 32% al Sud. «È fondamentale per i genitori la possibilità di accedere nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale a tutte le ore, cosa impossibile in alcune strutture. Lasciare libere le mamme di stare a contatto col proprio bambino è importante non solo per promuovere l’allattamento al seno, ma anche per favorire lo sviluppo neurologico del neonato e consolidare il rapporto madre-figlio» 

Le cifre dell’OMS

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si definisce prematuro (o anche pretermine) il bambino che viene alla luce prima della 37ma settimana di gestazione: in particolare quelli più piccoli, chiamati ‘molto pretermine’ o ‘estremamente pretermine’, rispettivamente sotto le 32 o le 28 settimane di gestazione. Nel mondo 1 bambino su 10 nasce prematuro. In Italia il 7% dei neonati nasce pretermine, quasi 100 nascite al giorno, 35.000 l’anno. Il 61% dei parti gemellari o trigemellari (aumentati del 300% negli ultimi anni) è pretermine. E se oggi, il 20% dei parti riguarda mamme straniere (perlopiù immigrate) il 32% di questi parti è pretermine. Più alta è la prematurità maggiore è la probabilità di sviluppare complicanze gravi e potenzialmente letali. Il 42% dei pretermine soffre di problematiche respiratorie, mentre la percentuale di mortalità nei prematuri di peso inferiore a 1.500 grammi è passata da oltre il 70% negli anni ’60 a meno del 15% circa negli anni 2000 e quella dei neonati di peso inferiore ai 1000 grammi è diminuita da oltre il 90% a meno del 30% nello stesso periodo.

https://www.vistodalbasso.it/2018/11/06/societa-lucchetta-testimonial-tproteggo/

I promotori in Italia

In occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, che si celebra oggi, VIVERE Onlus e la Società Italiana di Neonatologia in collaborazione con AbbVie (azienda biofarmaceutica molto impegnata in iniziative sociali) abbiamo  presentato in un convegno a Milano la campagna T-PROTEGGO, con l’obiettivo di sollecitare l’attenzione soprattutto delle istituzioni su diritti e necessità dei nati pretermine e delle loro famiglie, che in alcune aree geografiche non sono ancora completamente soddisfatti. Basti pensare che in Italia abbiamo 241 reparti di Patologia Neonatale o Terapia Intensiva Neonatale (TIN) di cui il 54% al Nord; il 22,8% al Centro e il 32% al Sud

Un coinvolgimento necessario delle istituzioni perché è fondamentale per i genitori la possibilità di accedere nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale a tutte le ore, cosa impossibile in alcune strutture. Lasciare libere le mamme di stare a contatto col proprio bambino, infatti, è importante non solo per promuovere l’allattamento al seno, ma anche per favorire lo sviluppo neurologico del neonato e consolidare il rapporto madre-figlio, ad esempio “L’organizzazione dell’assistenza ai neonati prematuri vede punte di assoluta eccellenza nel nostro Paese. Ma c’è ancora molto da fare, anche perché la situazione regionale è tuttora molto disomogenea. È urgente e necessario garantire ai genitori l’accesso 24 ore su 24 ai reparti di Terapia Intensiva Neonatale in tutte le regioni” ha detto Martina Bruscagnin, Presidente di Vivere Onlus, durante i lavori del convegno. “La presenza dei genitori, infatti, oltre ad essere importante per la relazione affettiva e di attaccamento, favorisce lo sviluppo neuro-comportamentale del neonato come scientificamente riconosciuto. Poter stare con il proprio bambino senza limiti di orario è basilare al fine di sostenere l’allattamento e ridurre o contenere il dolore. È necessario inoltre che venga garantito un attento follow-up dei neonati pretermine almeno nei primi tre anni di vita, anche attraverso la costruzione di una rete tra tutte le realtà sociosanitarie del territorio”.

La ricerca
Una necessità evidenziata da due ricerche presentate durante il convegno di Milano: Doxapharma ha intervistato 200 genitori che attraverso un diario digitale, hanno evidenziato sentimenti, bisogni, carenze vissute dalla nascita pretermine al rientro a casa con un neonato che praticamente “nasce” per la seconda volta. Eikon invece ha analizzato 206 storie pubblicate on line sul Portale dei Prematuri. Testimonianze sul web che diventano conversazioni e condivisioni, che creano un “rete” di protezione che offre solidarietà, rassicurazione, forza e speranza da chi sta affrontando o ha affrontato la stessa esperienza. E se le esigenze dei genitori sono uguali ad ogni latitudine, l’offerta del servizio sanitario è diversa proprio perché ogni regione ed ogni struttura ospedaliera organizza a suo modo. Di certo, per migliorare l’assistenza del neonato e tentare di uniformare le TIN oltre all’umanizzazione delle cure e alla promozione dell’allattamento materno “occorrono risorse umane e quindi assunzioni di medici, in particolare pediatri” ha detto chiaramente il prof. Mosca presidente Sin.

*Testo parzialmente pubblicato sul Corriere dello Sport di martedì  13 novembre 2018.