La responsabilità oggettiva nel calcio va abolita. Lo sostengo da anni e chissà che ora non si pensi seriamente di abolirla. La tardiva ma comunque coraggiosa denuncia della Juventus ha portato all’arresto di alcuni tra i capi della malavita che si erano progressivamente impadroniti delle curve (spacciandosi per ultra tifosi). Ed ha reso pubbliche cose che da anni erano chiare a tutti coloro che volevano vedere.
Salvo che a chi aveva il potere di decidere e il dovere di comprendere che la responsabilità oggettiva esponeva le società a quanto regolarmente avvenuto e le rendeva ostaggio dei delinquenti.

I ricatti

Un coro razzista. un fumogeno, gli atti di sopraffazione nei confronti dei tifosi normali e perbene e la curva è diventata solo un modo per consentire guadagni illeciti. Una terra non di nessuno ma di chi allo stadio non avrebbe proprio dovuto entrare.
Tutti a riempirsi la bocca con le sanzioni per i cori di discriminazione territoriale (come fantasiosamente sono stati chiamati gli insulti contro il Sud o genericamente gli atti di razzismo, i buu rivolti a giocatori di colore).
Oggi gli stadi sono dotati di telecamere e come detto e scritto da tutti i media, i nomi e i cognomi di questi personaggi sono noti e i rei identificabili. Si tratterebbe solo di andarli ad arrestare cacciandoli a vita dagli stadi.
Eppure quanto accaduto alla Lazio con l’avvento di Lotito avrebbe dovuto far aprire gli occhi.
E’ ora che lo Stato applichi la legge anche negli stadi e che il calcio torni ad essere anche in Italia uno sport per famiglie. Ma basta esporre i club ai ricatti, tollerare gli estremisti nelle curve. Andiamo al sodo invece di vendere fuffa e rendere gli stadi zone franche al di fori della legge. La Juventus ha aperto la strada. Un’occasione da non perdere, forse l’ultima per il calcio italiano.