Il prossimo 10 febbraio festeggerà il ventunesimo compleanno, Cristina
Chirichella nel breve volgere di pochi mesi è diventata uno dei
personaggi di spicco della pallavolo femminile italiana. E’ successo
tutto in fretta, la scorsa estate, quando il ct azzurro Bonitta la
chiamò per il Grand Prix, rampa di lancio verso l’attesissimo mondiale
italiano. Il ct ravennate ha creduto molto in lei, proteggendola, quasi
coccolandola per stimolarla a vestire i panni della protagonista. Dalla
Nazionale al campionato, da Bonitta a Luciano Pedullà, altro allenatore
che ha ottima fama di allevatore di giovani talenti. E a Novara Cristina
Chirichella si è trovata proiettata in una dimensione diversa, per la
prima volta in una squadra che lotterà per lo scudetto.
        La pallavolista napoletana sull’onda dei Mondiali, che l’Italia
ha concluso al quarto posto dopo aver sconfitto nettamente perfino gli
Stati Uniti, poi campioni del Mondo, ha giocato un girone d’andata
all’altezza delle sue nuove credenziali. Al quinto posto per i muri
vincenti (36, come Raffa Calloni e Jenny Barazza,  media set 0,79)
dietro Stevanovic, Adams, Gioli e Heyman; addirittura al secondo come
indice di positività (6,81, meglio di lei solo la Garzaro dello
Scandicci). E non a caso il suo Novara, con l’altra azzurra Noemi
Signorile in cabina di regia, è stata la migliore squadra del girone di
andata.

 
Oggi c’è un duello importante: a Novara arriva l’Unendo
Yamamay di Valentina Diouf, che invece non è stata sin qui troppo
brillante. Tra le due squadre ci sono addirittura 14 punti, eppure
Cristiina Chirichella non si fida e tiene alta la guardia. Sull’altare
di questa delicata sfida, il tecnico Pedullà si è anche esposto a
critiche, mandando a perdere in Olanda, in Coppa, una squadra senza le
titolari.
        «È una decisione che ha preso l’allenatore – dice la
pallavolista napoletana – una scelta ponderata per alcuni meccanismi che
voleva provare. Non temiamo Busto Arsizio. Sappiamo che non ha fatto un
girone d’andata eccellente ma si sta riprendendo. Come ha dimostrato
contro Conegliano. Ha una scia positiva e contro di noi metterà in campo
tutto. Busto è forte e non deve essere sottovalutata, come del resto
tutte le squadre»
        Il titolo d’inverno l’ha soddisfatta ma non si illude.
        «Nei play off sarà un’altra storia, però noi siamo contente e
soddisfatte  del nostro percorso. Possiamo crescere ancora e ogni giorno
ci alleniamo sempre con tanta voglia e passione. Cerchiamo sicurezze e
le vittorie in serie ci hanno rese più sicure, sono state un
bell’incentivo. Puntiamo in alto sia in Coppa Italia che in campionato»
        Quali saranno le avversarie più temibili?
        «Sappiamo che sarà dura. Direi Modena soprattutto, ma anche
Conegliano e Busto Arsizio. In una partita secca poi, mai
sottovalutarle, bisogna sempre scendere in campo con la massima
convinzione. L’adrenalina c’è sempre, parlando di partite secche serve
un atteggiamento diverso».

Il mondiale l’ha fatta crescere moltissimo, in campo e fuori.
«E’ stata una bella esperienza, ho appreso molto anche dalle altre. E’
stata un’esperienza che mi ha formato caratterialmente e tecnicamente.
Ci ho guadagnato tanto giocando insieme e contro persone di altissimo
livello. Però calma no, non riesco proprio ad esserlo, la tensione c’è
sempre ma un po’ più di sicurezza ce l’ho»
        Cura particolarmente la sua battuta?
        «A volte passo le mattinate ad allenarmi con servizi e
ricezione.Devo ringraziare Pedullà che mi sta aiutando a migliorare»
        Novara contro Busto Arsizio è anche Chirichella contro Diouf, 
terza nella classifica delle marcatrici con 235 punti, seconda con media
di 4,9 punti a set, anche lei azzurra brillante dei Mondiali.
        «È sempre bello giocare con lei e contro di lei. Il rapporto è rimasto, capita di sentirci».
        Chi vincerà questa sfida?
        «Sono scaramantica e non dico nulla. Basta che ci stiamo con la testa e facciamo il nostro. Ce la possiamo fare…»

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