Gonzalo Higuain, 55 gol in 105 partite in bianconero

Juventus,  sfrattato l’eroe Higuain, diventato un esubero.
Chissà se l’anomalo mercato juventino questa estate farà aprire gli occhi ai tifosi che ancora pensano che il calcio sia cuore e sentimenti, bandiere e affetti, e non una semplice, complessa e redditizia (non per tutti) industria, ormai solo parente spesso alla lontana dello sport. Ma che si si può fare? Per molti di noi il calcio è una malattia e a condividere pensieri controcorrente si rischia, anzi è certo, di non essere compresi.
Lo choc dell’arrivo di Ronaldo, del più imprevedibile degli acquisti, ha scombussolato tutto ciò che pensavo della mia amata Juventus, autrice di un cambio di direzione strategica che al confronto un’inversione a U non dà l’idea.
A chi mi chiedeva cosa pensassi dell’arrivo di Ronaldo, rispondevo che aspettavo la chiusura del mercato per esprimermi. Mancano ancora due settimane ma qualcosa è già successo.
Naturalmente sono contento dell’arrivo di Cristiano Ronaldo, non sono un tifoso folle, eppure… Sì, diverse cose mi lasciano perplesso, interdetto. E temo che l’ossessione della Champions abbia stravolto ogni forma di saggia pianificazione del futuro, un aspetto che negli ultimi anni ha portato la Juve a vincere sette scudetti consecutivi riconquistando quel prestigio calpestato dalla vicenda Moggi e dalla conseguente Serie B.

In quest’ottica, dall’arrivo di Cristiano Ronaldo in poi, si inserisce l’operazione che ha riportato a Torino Bonucci, protagoniusta di sei scudetti ma l’anno scorso fischiatissimo (ingiustamente) al suo ritorno allo Stadium. Il vanto della Juve di aver preso Spinazzola e Caldara, i due giovani talenti difensivi dell’Atalanta, rinnegato sull’altare dell’esperienza, nel nome della Champions.
Stop al progressivo rinnovamento, via Higuain, il bomber determinante negli ultimi due scudetti. Alla resa dei conti l’acquisto di Cristiano Ronaldo ha rinforzato di sponda anche il Milan. E questo non è da Juve.
Il problema del Milan era nell’attacco anemico: la Juve glielo ha risolto cedendo l’argentino (55 reti nelle ultime due stagioni). In difesa i rossoneri si sono ritrovati Caldara, il difensore goleador (10 reti negli ultimi due anni).
Dove è finita la Juve che voleva tornare italiana e  spina dorsale della nazionale?
Nelle ultime stagioni Paratici e Marotta avevano innalzato la squadra sottraendo contemporaneamente i talenti migliori alle rivali (Higuain al Napoli, Pjanic alla Roma): stavolta hanno resuscitato le ambizioni del Milan, che ha colmato una buona dose di gap dai bianconeri, mentre anche l’Inter si avvia ad uscire notevolmente rinforzata.

Il mancato ringiovanimento è quasi sempre una delle cause dei flop delle squadre dai lunghi cicli vincenti. Un errore che la Juventus in queste stagioni aveva tenuto lontano, cambiando fin troppo, perfino da una finale di Champions all’altra, ma dimostrando di avere ben chiare le strategie, all’insegna del chi si ferma è perduto, specie in attacco.
Dal fantastico biennio del grande Tevez, formidabile guerriero e trascinatore, ai due anni di Higuain, protagonista decisivo degli ultimi due scudetti ( https://www.youtube.com/watch?v=rdEYNFuSbdU ) al quale avrebbe dovuto andare un grato ringraziamento da parte della tifoseria, nel momento in cui ha dovuto ingoiare lo sfratto a causa di CR7. Parlo di sentimento calcistico, perché poi è chiaro che di soldi Gonzalo continuerà a prenderne a palate. Io gli dico ancora grazie per il gol del 3-2 all’Inter, a San Siro, che valse il settimo scudetto juventino: un’emozione straordinaria, ancora oggi ogni volta che lo rivedo.

Idolatrato al suo arrivo, già dimenticato, una stella eclissata dall’arrivo di Cristiano Ronaldo. Concordo che Higuain non poteva certo languire nel limbo del part time, ma c’è modo e modo di avvicendare idoli, e parlo di una parte della tifoseria, non della società, che avrebbe dovuto fare di tutto per dirottarlo all’estero.
Naturalmente mi auguro che la Juve arrivi fino in fondo alla Champions, ma puntare tutto lì, mi sembra un azzardo. Io agli scudetti continuo a tenerci, eccome!

Niente è facile nel calcio, basta un infortunio, un arbitro gaffeur (nella scorsa stagione sarebbe bastato che Cakir avesse fischiato il rigore su Cuadrado al 92′ dell’andata e perfino il discusso rigore del Bernabeu avrebbe potuto non essere letale) e la coppa sfuma.
Sotto certi aspetti la Juventus ha avuto coraggio a mettere in discussione il suo prevedibile dominio in Serie A. Contrariamente a ciò che pensano molti, il ritorno di Bonucci può avere un valore (e mi sembra sciocco e autolesionistico, oltre che espressione di ingratitudine contestare Leonardo), ma è l’aver perso Caldara (dopo averlo presentato con tutti gli onori) che mi lascia perplesso. Probabilmente è il prezzo della nuova dimensione planetaria che la Juventus sente di dover inseguire. Il mercato, i gadget, la notorietà del marchio: le conseguenze dell’amore…calcistico per un club che ora grazie a Ronaldo sarà conosciuto come il Real Madrid e le altre grandissime società, da Occidente ad Oriente.
Però, quando si accusano i giocatori di tradimento, una brutta parola che in questo caso si usa a sproposito, ci si ricordi che i “tradimenti” non sono a senso unico: spesso le prime a “tradire” sono le società.

Il gol scudetto a San Siro: GRAZIE GONZALO

https://www.youtube.com/watch?v=Hmi0dhVHfM4

https://www.vistodalbasso.it/2018/03/31/calcio-juve-torna-bonucci-io-lo-applaudo/

https://it.wikipedia.org/wiki/Gonzalo_Higua%C3%ADn