The New Pope su Sky | Recensione

Dal 10 gennaio su Sky Atlantic si vedrà The New Pope, ovvero la seconda stagione della serie Tv creata da Paolo Sorrentino. Anche chi non è abbonato Sky potrà seguire la seconda stagione della serie poichè il lunedì successivo al passaggio su Sky Atlantic andranno in sala cinematografica, in edizione originale con sottotitoli, due episodi per volta (a Roma il cinema è il rinnovato Quattro Fontane; a Milano il cinema Anteo, a Napoli il cinema Delle Palme).
La parziale anteprima della serie cattura l’attenzione riproponendo i personaggi chiave della Chiesa immaginata da Sorrentino, e come sa chi ha visto The Young Pope, la storia prende una piega inattesa, creando le condizioni per la ricerca di un nuovo Papa, interpretato da John Malkovich. La cosa buffa è che ad interpretare Papa Lenny Belardo, statunitense, è un attore londinese, Jude Law, mentre Papa John Brannox, inglese, ha il fisico di un attore statunitense, John Malkovich appunto. Sui generis la figura di questo nobile inglese, che non porta abitualmente abiti talari, che vive momenti di profonda depressione per le sue vicende familiari, indossando abiti cool e sembrando apparentemente un corpo estraneo alla Chiesa, al punto che non partecipa al primo Conclave del dopo Belardo, per poi essere pregato ad ipotizzare e accettare la successiva investitura. Un Papa interiormente fragile per una Chiesa che dovrà fare i conti anche col terrorismo.

“Make him a man”

“Make him a man”, una preghiera che si trasforma in un grido di dolore reiterato difficilmente sarà dimenticata, cuore di una scena chiave di The New Pope e dell’intera serie. I personaggi e le atmosfere sono quelle ormai note, l’impressione, assistendo a tre delle nove puntate, è che asciugando gli eventi, ci si sia soffermati sui dettagli, sulla lentezza narrativa che amplifica il racconto dilatandolo. Sempre girato con inventiva e qualità, sempre rompendo gli schemi fin dalla sigla d’apertura che mostra Papa Belardo in passerella sulla spiaggia, tra ragazze che palleggiano con un pallone da beach volley. Sarà casuale ma anche nel film di Nanni Moretti, Habemus Papam, i cardinali giocavano a pallavolo nei giardini del Vaticano.
Se Sorrentino ha immaginato vicende segrete di Papi, la cronaca di questi giorni dimostra che le due serie hanno anche aderenza con la realtà, con gli scontri tra conservatori e progressisti che si svolgono nelle segrete stanze vaticane o che si consumarono alla luce del sole, come testimoniato dal bel film di Fernando Meirelles, I due Papi. Un dualismo sempre vivo nella Chiesa: conservatrice o riformista?
Illuminante la vicenda con cui si apre The New Pope, che cita esplicitamente il breve papato di Papa Giovanni Paolo I, e ripropone situazioni, ipotesi e sospetti che accompagnano sempre un pontificato rivoluzionario e pauperistico, durato lo spazio di un’illusione. E sono tra le scene più divertenti quelle che mostrano come anche i giochi di potere possano risultare pericolosi se lasciano spazio all’imprevedibilità.
C’è anche la trasgressione a sfondo erotico, ma senza peccato, verrebbe da osservare restando in tema: la suora che veglia il corpo di Belardo, il balletto onirico con le giovani bellezze che “evadono” dalla camerata dopo il coprifuoco. Del resto il sogno è stata sempre la scorciatoia narrativa del cinema per rompere gli schemi, basta ricordare come si apriva The young Pope.
Sotto potete leggere la recensione di The Young Pope,

The Young Pope, dissacrante, intelligente, spirituale

The Young Pope, la Chiesa secondo Sorrentino. 
Dissacrante, spiazzante, ma intelligente, spirituale. Sorrentino è anche scomodo ma partecipe e finisce per choccare il pubblico, specie quello più vicino alla religione e alla Chiesa, con un Papa assolutamente sopra le righe. Ma sarebbe un errore fermarsi al suo fumare, alla sua cattiveria, alle sue piccole manie e ai modi bruschi e irridenti con cui talvolta Il Papa Jude Law si rivolge ai suoi sottoposti. Sorrentino mette in scena con intelligenza un quadro globale della Chiesa che è si di fantasia, ma con una solida base di attinenza alla realtà. Mette in scena l’ambizione umana, ad ogni livello e senza freni, nemmeno in ambienti ecclesiastici. I giochi di potere, sotterranei, le viscide manovre, le strategie condivise per indirizzare il corso degli eventi.
Ma anche una costante ricerca di Dio, in un cammino che attraversa il marketing e lo spirituale, la carriera e il tradimento, la politica nascosta ma evidente, talvolta disinvolta e immorale, che prende forma anche in Vaticano. E tocca tematiche scottanti, dalla pedofilia degli uomini di Chiesa al rapporto con il sesso, all’omosessualità diffusa.

I personaggi del Vaticano di Sorrentino

I personaggi sono fantastici. Jude Law dà preziose sfumature al suo Papa Giovane, perfino odioso in molti frangenti, ma anche teneramente dubbioso e fragile nel corso della storia. Silvio Orlando, che mi ha divertito ascoltare recitare in inglese, è il cardinale Voiello, assolutamente strepitoso con le sue contraddizioni e la sua visione così umana della Chiesa e della politica. Il tifo per il Napoli gli regala occasioni di umorismo, sia che lo si veda con il completo del Napoli calcio, sia che si rivolga a San Pipita, allora Higuain giocava a Napoli. Ma l’ho trovato ineguagliabile quando usa la metafora calcistica (Napoli, Avellino) per spiegare alla donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo che non era suo marito, come si possa cadere in tentazione. E poi Diane Keaton, Sister Mary, l’almodovariano Javier Camara, il disinvolto Scott Sheperd, cardinale che non disdegna il sesso e l’alcol, James Cromwell. Un campionario affascinante di facce da prete. Anzi, da cardinali.

The New Pope, la scheda

THE NEW POPE – Creata e diretta da Paolo Sorrentino. Interpreti: Jude Law, John Malkovich, Silvio Orlando, Cecile de France, Javier Càmara, Ludivine Sagnier, Massimo Ghini. Partecipazioni: Sharon Stone, Marilyn Manson. Produzione The Apartment-Wildside, parte di Freemantle. Su Sky dal 10 gennaio. Nove episodi da 50 minuti.

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Leandro De Sanctis

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