L’INGANNO (The Beguiled)
Regia: Sofia Coppola. Interpreti: Colin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst e Elle Fanning. Adattamento cinematografico del romanzo A Painted Devil scritto da Thomas P. 
* visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano

To Beguile, in inglese significa raggirare, ma anche sedurre, deludere, abbindolare. Ecco, nel film L’inganno c’è un po’ di tutto questo e la parola originale aiuta a comprendere meglio le sfumature dell’ultima opera di Sofia Coppola.
Sicuramente stavolta in Italia esce con un titolo più aderente rispetto a quando, nel 1971, arrivò il film di Don Siegel, La notte brava del soldato Jonathan, interpretato da Clint Eastwood. 
Il remake di Sofia Coppola induce a chiedersi come mai la figlia di Francis Ford Coppola abbia scelto di rifare quel film, dato che non ne ha dato una sua interpretazione particolarmente innovativa o diversa. Tutt’altro. Tante scene sono riprese pari pari dall’opera di Don Siegel (una per tutte la scena chiave della scala…), quasi a voler rimanere fedele a quella visione. C’è chi ha parlato di film femminista, ma si può leggere anche all’inverso, perchè basta l’arrivo di un uomo di un gruppo di ragazze e donne in un interno, per scatenare istinti ed emozioni represse, femminilità sena scrupoli, ricerca della seduzione. Una trappola in cui il maschio cade a piedi pari, quasi senza rendersene conto e con colpevole superficialità.
Se dico che il film mi è parso calligrafico intendo che la cura dei particolari, della luce (esagerando un po’ si potrebbe dire quasi alla David Hamilton) che entra dalle finestre nelle stanze buie, degli abiti, del rumore delle scarpe dell’epoca sul pavimento in legno della grande casa (un elemento caratterizzante e protagonista) negli anni della guerra civile americana, la guerra di Secessione con nordisti (yankee come li chiamano i confederati) contro sudisti.
Ma nel film della Coppola non c’è una mamy di colore, nemmeno i confederati di passaggio meritano più di un’inquadratura.
A me è parso un film compitino, con Sofia Coppola impegnata a mostrare quanto gira bene, come sa scegliere le inquadrature, maneggiando una vicenda che non esce dalla casa. Ma non si cura di interpretare in modo più comprensibile, ad esempio, la scelta dubbia del caporale, nell’episodio che rappresenta una svolta nel dramma. E commette un imperdonabile errore facendogli compiere un gesto insensibile nei confronti della tartarughina della sua piccola salvatrice, che nemmeno quella situazione in cui si era venuto a creare giustifica. Amy era stata l’unica innocente, la ragazzina sensibile che l’aveva raccolto e portato in casa.
Insomma, L’inganno è un film che raggiunge la sufficienza, ma non tocca le corde dell’emozione. Ma forse era questo l’intento di questo viaggio nel tempo, tra le pieghe dei lunghi vestiti, il fuoco dei sentimenti repressi e il ghiaccio della vendetta, accesa dalla gelosia femminile. Forse…

La filmografia di Sofia Coppola

Regista