Il tecnico dell’Azimut Modena, Radostin Stoytchev FOTO GALBIATI

Stoytchev replica a Modena: Altro che giusta causa! Solo falsità. E chiude la settimana particolare della Azimut Modena, la società pallavolistica di Modena che l’ha licenziato, o esonerato, le parole contano fino ad un certo punto, in seguito alla presa di posizione dei giocatori, che martedì sera sono andati in Tv, alla trasmissione storica (Barba e capelli), per formulare le loro accuse al tecnico bulgaro. In seguita a ciò, la società ha poi diffuso un comunicato con il quale annunciava l’interruzione del rapporto con l’allenatore che ha vinto tutto con Trento, un rapporto che avrebbe dovuto essere triennale. Solo i protagonisti della vicenda sanno come sono andate realmente le cose, ma tra le ipotesi c’è anche quella che la presenza di tutti i giocatori possa essere stata decisa, se non suggerita, a tavolino, da chi aveva interesse a sbloccare una situazione diventa critica, insostenibile, e poter cambiar guida tecnica.

Il presidente di Modena, la signora Catia Pedrini, aveva a sua volta diramato un comunicato nel quale si assumeva le sue responsabilità per aver varato il progetto con Stoytchev, nonostante fosse stata sconsigliata.

Ognuno è libero di pensare ciò che vuole, di sicuro non è stata una bella vicenda, da qualsiasi parte la si guardi. Una squadra non è fatta di sola tecnica, i risultati sono il prodotto di un insieme di fattori, un cocktail in cui le qualità tecniche si abbinano con quelle caratteriali, umane e comportamentali. E non è certo in discussione la bravura di un allenatore che ha vinto tutto ed è sempre stato cristallino nei suoi comportamenti e nel suo credo, anche quando risultava ruvido. Insomma, quando si conoscono le caratteristiche di un allenatore, si sa già quello che accadrà, se risulta adatto ad una squadra, ad una piazza.

Mi è tornata in mente la breve esperienza romana di uno dei più grandi allenatori del mondo, Daniele Bagnoli, che ho avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare negli anni in cui seguivo il volley e lui era sulla cresta dell’onda. Fenomenale a Treviso e Modena, fu ingaggiato dalla Roma. Mi permisi di ipotizzare che non avrebbe avuto vita facile, nonostante a sua bravura, passando dalla realtà modenese o trevigiana, alla caotica metropoli romana, con una società nuova, giocatori da assemblare e dove anche andare a svolgere l’allenamento quotidiano può diventare un problema, le fonti di stress e la tempistica delle cose sono spesso imprevedibili. La storia confermò: Daniele Bagnoli concluse la sua avventura a Roma dopo una manciata di partite.
Assumendo Stoytchev ed avendo in squadra giocatori dal carattere particolare, era chiaro che si andava incontro ad una serie di rischi, purtroppo per Modena puntualmente realizzatisi. Ma gettare la croce addosso a Stoytchev, un allenatore conosciutissimo da tanti anni con i suoi pregi e le sue caratteristiche, penso sia ingiusto. Le responsabilità nei divorzi, non stanno mai da una parte sola. Comprensibile che Stoytchev (il quale nega la giusta causa definendola una scusa per non pagargli il resto dei soldi previsti dal contratto) intenda agire per far emergere la verità e tutelare la sua immagine, oltre che il suo presente e il suo futuro. Del resto nello sport è sempre più semplice e conveniente cambiare allenatore piuttosto che un’intera squadra.

COMUNICATO STAMPA RADOSTIN STOYTCHEV
21.04.2018

Sono successe molte cose del tutto inattese in meno di una settimana e ho preferito aspettare qualche giorno per rispondere alle accuse mosse nei miei confronti da alcuni dei giocatori presenti ad una trasmissione televisiva modenese. 

Lo devo a me stesso, lo devo alla mia famiglia, lo devo ai tifosi di Modena Volley e lo devo alle persone che in questi giorni mi stanno dando tante manifestazioni di stima e sostegno.

Quella di martedì sera non è stata una trasmissione di approfondimento sportivo, ma un attacco personale e denigratorio forse organizzato, in cui sono stati riportati fatti in modo parziale e tendenzioso e, a tratti, in modo completamente falso. Un attacco al quale non mi è stata data la possibilità di rispondere in modo contestuale e diretto.

Il giorno successivo ho ricevuto dalla Società una lettera di recesso dal contratto per “giusta causa” nella quale vengo accusato di gravi inadempienze. In particolare mi si rimprovera una scorretta gestione della condizione fisica dei giocatori e di aver mancato di rispetto al Presidente e al Direttore Generale in occasioni pubbliche.

I comunicati pubblici della Società, che riferiscono di un esonero dell’allenatore, nascondono un recesso per giusta causa, chiaramente infondato e attuato con l’unico scopo di non pagarmi i compensi per i prossimi due anni e quelli degli ultimi mesi di questo anno.

Non è questa la sede per contestare le accuse che hanno portato al mio allontanamento, ma voglio che si sappia fin d’ora che quelle stesse accuse le ho sentite pronunciare per la prima volta da uno dei giocatori, nel corso di quella trasmissione televisiva e che nessun dirigente della Società mi aveva contestato in precedenza i comportamenti descritti nella lettera di recesso per giusta causa.

Intendo dimostrare la falsità di queste accuse nei modi dovuti e accertare le responsabilità personali di tutti i soggetti coinvolti, perché so e posso dimostrare cosa realmente è successo, so come mi sono comportato in tutto quest’anno e so come ho lavorato ogni giorno: con impegno, dedizione, professionalità e rispetto nei confronti di tutti.
So che non sono perfetto e non pretendo di esserlo, ma ho sempre lavorato nella convinzione di operare per il bene della società e della squadra. 

Sono abituato ad assumermi le mie responsabilità ma non posso accettare rimproveri di tipo comportamentale da un giocatore che ha provocato così tanti problemi alla Società e alla squadra con le proprie condotte extra-sportive.

Allo stesso modo mi sorprende l’accusa di aver mancato di rispetto al Presidente, dal momento che ho sempre avuto grande stima e affetto nei suoi confronti, la stessa stima e lo stesso affetto che lei mi ha dimostrato fino alla sera precedente la firma di quella lettera di recesso.

Giocare al PalaPanini, nel Tempio del volley, è stato un onore e la cosa che più mi addolora di questo triste epilogo è di non poter portare a termine un progetto importante, ideato dal Presidente Catia Pedrini e nel quale ho creduto in modo assoluto.

Grazie a Modena e al pubblico che quest’anno mi ha sostenuto.

Radostin Stoytchev