Un’immagine del film vincente, Cities of Last Things

Cities of Last Things vince Oltre lo specchio

Dopo 8 giorni di visioni e incontri, scoperte e conferme, la prima edizione di Oltre lo specchio si è conclusa al Cinema Arcobaleno di Milano, con la cerimonia di premiazione dei premi Ciciarampa. Il festival dell’immaginario fantastico e di fantascienza ha ufficializzato i suoi primi riconoscimenti grazie alla giuria, composta da Luisa Ceretto (Cineteca di Bologna), Paolo Nizza (Sky Cinema) ed Emanuele Sacchi (Film Tv) che ha assegnato i seguenti riconoscimenti:

Premio Ciciarampa per il Miglior Film:
Cities of Last Things (Xìngfú Chéngshì) di Ho Wi Ding (Taiwan/Cina, 2018)
per la sua capacità di gestire emozioni e regia, sapendo coniugare visione distopica e riflessione sociale con l’intensità delle tradizioni noir e melò delle new wave di Taiwan e Hong Kong”

Premio Ciciarampa per la Miglior Regia:
Color Me True (Konya, romansu gekijo de) di Hideki Takeuchi (Giappone, 2018)
il cineasta giapponese dipinge un delizioso affresco intinto di nostalgia e passione. Tra citazioni e giochi metacinematografici, una briosa e travolgente dichiarazione d’amore per la Settima arte.”

Premio Ciciarampa per i Migliori effetti speciali:
Perfect di Eddie Alcazar (Usa, 2018)
grazie a un uso chirurgico del trucco prostetico e della CGI, la pellicola seziona i contorni del fanta-horror. Come un bisturi, il film solleva la superficie della perfezione per trasfigurarci in un mondo sospeso tra “nuova carne” e biomeccanica.”

Premio Ciciarampa al Film più originale, assegnato ex aequo a:

The Final Land (Das letzte Land) di Marcel Barion (Germania, 2019)
“per il coraggio di realizzare una sci-fi artigianale e vintage, sporca e piena di fuliggine, in cui la metafisica tarkovskiana coesiste con gli schermi di computer a fosfori verdi.”

The Pool (Narok 6 metre) di Ping Lumpraploeng (Tailandia, 2018)
adottando la struttura del film nel film, riesce, attraverso la scelta di uno specifico décor, a creare un racconto che poggia sapientemente sulle dinamiche affabulatorie della suspense.”

Anche il pubblico, chiamato al termine di ogni proiezione del concorso a dare il proprio giudizio, ha confermato il lavoro della giuria, consegnando il premio del pubblico a al giapponese Color Me True (Konya, romansu gekijo de) di Hideki Takeuchi, con una media voto di 4,42 su 5,00, che batte di poco proprio Cities of Last Things (4,39 su 5,00).

È stata una prima edizione ricca di contenuti e voci diverse, ma tutti indirizzati a celebrare la più grande risorsa del genere umano: l’immaginazione.

Tra grandi incontri, conversazioni interessanti, telefonate e ospiti a sorpresa, è stata una vera festa della fantascienza e del fantasy. Una prima edizione che ha saputo proporre una visione ampia della produzione mondiale del cinema dedicata, affiancando incontri e spunti per far dialogare altri media e sfere di esperienza, dall’incontro su Il Trono di Spade alla tavola rotonda sulla letteratura italiana di fantascienza, dalla presenza di fumettisti alle nuove frontiere della costruzione delle immagini digitali. Non sono mancati contrattempi o inconvenienti tecnici, ma il bilancio è nettamente positivo, grazie all’interesse cresciuto di giorno in giorno tra il pubblico, alle numerose proposte e suggerimenti arrivati di persona e via social network, e soprattutto alle numerose richieste di rinnovare l‘appuntamento per l’anno prossimo.

Oltre lo specchio è un evento culturale e popolare, organizzato da Cineforum Robert Bresson e realizzato con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, il patrocinio di Comune di Milano e l’intesa con Università degli studi di Milano – Polo di mediazione linguistica e culturale e Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Oltre lo specchio ringrazia il cinema Arcobaleno, il cinema Palestrina, il MIC – Museo Interattivo del Cinema e Film Tv Lab, e ancora Fondazione Umberto Veronesi, LongTake, Wacom, World SF Italia, Mufant – Museo della fantascienza di Torino, il negozio libreria dei nostri sogni Bloodbuster e la libreria Il Covo della Ladra.

Oltre lo specchio perché, come Alice, vogliamo fare un passo attraverso lo specchio della realtà per andare oltre il qui e ora e costruire uno spazio in cui l’immaginazione possa ritrovare centralità