Wanderlust, serie tv, Gran Bretagna BBC e Netflix

WANDERLUST – Regia: Luke Snellin e Lucy Tcherniak. Interpreti Toni Collette, Steve Mackintosh, Zawe Ashton, Royce Pierreson, 6 episodi da circa 56 minuti. Gran Bretagna. * visto in edizione original inglese con sottotitoli in italiano.

Wanderlust, su Netflix
Wanderlust è passato sulla BBC suscitando anche malumori nel pubblico più bacchettone. Il tema di partenza? La crisi della sessualità all’interno di una coppia. La difficoltà nel fare l’amore tra coniugi di lungo corso, Joy e Alan, un sesso vissuto senza entusiasmo, in modo quasi noioso, come fosse un dovere più che un piacere. Il che porta a tensioni, più che soddisfazione, eccitazione e relax. Fin qui nulla di nuovo. Quello che cambia invece è il modo di reagire della coppia, l’idea è di Joy: aprire la coppia a nuove esperienze sessuali per ritrovare stimoli e piacere nella sessualità. Alan accetta e inizia il nuovo corso della coppia, che ha tre figli a loro volta alle prese con problemi legati ai sentimenti e al sesso.
Wanderlust mette in scena situazioni e sentimenti, senza cercare la strada facile del voyeurismo e provando a rappresentare in maniera realistica situazioni, dubbi, ripensamenti e innamoramenti più o meno fugaci. Ciò che può nascere dall’apertura sessuale della coppia al mondo esterno, alle novità rigeneratrici. Con i suoi aspetti positivi ma anche con inevitabili contraddizioni negative ed impreviste, come sempre succede quando si passa dalla teoria alla pratica, dalle intenzioni ad una realtà sempre sfaccettata, specialmente se si entra nella sfera della sessualità.

Ciò che rende ancor più interessante Wanderlust è il fatto che Joy, la protagonista, sia una psicanalista, che il lavoro porta quindi anche a cercare di aggiustare situazioni matrimoniali compromesse. Ma Wanderlust diventa assolutamente da vedere anche se non soprattutto, per la straordinaria interpretazione di Toni Collette**, che dà alla sua Joy drammaticità e intensità, profondità e calore. Uno spettacolo di recitazione (inutile dirlo, da ascoltare in edizione originale, non penalizzata dal doppiaggio) che si esprime al massimo nel quinto episodio, dove quasi in tempo reale si assiste ad una seduta di psicanalisi tra la psicologa Joy e un’altra psicanalista a cui si rivolge. Questa lunga scena, con lunghi silenzi e dialoghi senza parole fuori posto, vale da sola tutta la serie ed è la chiave della vicenda.
Wanderlust ha pure delle situazioni che appaiono forzate, ma dopo la seduta tutto trova spiegazione e ogni tassello torna al suo posto. Ci sono i cliché, ma perfino quelli sono in linea con la psicologia e i percorsi dei personaggi. Una serie notevole insomma, che cerca, riuscendoci, di dare spessore anche ai personaggi di contorno in modo che alla fine non ci siano gratuità nella storia e che tutto abbia un senso, una spiegazione.

** Non avete presente chi è Toni Collette? Beh, chi ha visto About a boy non avrà dimenticato la mamma problematica del piccolo protagonista…

Il significato
Il wanderlust indica il desiderio di andare altrove, di andare oltre il proprio mondo, di cercare qualcos’altro: un desiderio di esotismo, scoperta e viaggio. Può riflettere un’intensa voglia di autosviluppo personale attraverso la scoperta dell’ignoto, affrontando sfide impreviste e conoscendo culture e stili di vita sconosciuti. Può essere guidato anche dal desiderio di fuggire e lasciarsi dietro sentimenti depressivi  di colpa.

Trailer originale
https://www.youtube.com/watch?v=IAPLDP9ZFNI

Wanderlust, serie Tv su Netflix (BBC)

https://it.wikipedia.org/wiki/Toni_Collette

Crediti soundtrack (manca la cover di Everybody’s talkin’)

https://www.youtube.com/watch?v=YKR3SOLUBeg