Leggo sul bel sito Sport
Business Management che il West Ham United, una delle gloriose società
londinesi della Premier League, ha annunciato di aver concluso la trattativa
per la vendita del Boleyn Ground, lo storico stadio di Upton Park, per 85
milioni di euro. L’impianto è stato infatti venduto alla Galliard
Group, società immobiliare londinese, che tra un paio d’anni inizierà a
costruire 700 appartamenti, convertendo l’impianto in un quartiere
residenziale. Insomma, dove c’è l’erba, ci sarà un condominio. Per persone
abbienti, naturalmente. Gli Hammers giocano ad Upton Park  da oltre un secolo,
per la precisione dal 1904. Il trasloco nel nuovo stadio Olimpico  avverrà
prima del campionato che scatterà nel 2016.

Nella sua storia il West Ham ha vinto la FA Cup tre volte
(1964, 1975, 1980), una Charity Shields, un Intertoto ed ha vinto una Coppa
delle Coppe nel 1964-65, arrivando poi in finale nel ’76. La Coppa delle Coppe
era la manifestazione europea riservata ai vincitori delle Coppe nazionali: era
un gran bel torneo, di cui si sente la mancanza, come della Coppa Uefa, da
quando per ragioni commerciali è finito tutto nel calderone senza identità della Europa
League. 
 I giornalisti inglesi chiamano i
giocatori Hammers, i martelli, per via appunto dello stemma, ma i tifosi si
rifanno al nome originario del club (Thomas Iron Works FC) nato come dopolavoro
del Cantiere navale, e usano l’appellativo irons. Con Parma, Real
Saragozza e Bayer Leverkusen condivide il fatto di essere vincitrice di una
coppa europea senza essere mai stata “scudettata” in Premier.
IL RICORDO I colori sociali sono il bordeaux e
il celeste, nello stemma due martelli
incrociati ed un castello sullo sfondo. Quando da ragazzo andai a Londra per il
mio primo viaggio all’estero, scelsi come souvenir proprio la maglia del West
Ham, una delle più originali per i miei gusti, allora bordeaux con inserto
celeste e mezze maniche celesti, bordate e con lo stemma sul petto. L’altra su
quella della Nazionale inglese bianca con bordi rossi e blu, stemma classico in
petto, la maglia dell’Inghilterra di Kevin Keegan, un fuoriclasse. Su commissione,
per un amico, presi anche la maglia del Queen’s Park Rangers, a strisce
orizzontali bianche e blu.
HOOLIGANS – Tra le cose negative della storia del club, la
violenza di una parte dei suoi tifosi (la Inter City Firm), che negli anni ’70
e ’80 divenne tristemente famosa e le cui gesta orribili sono state raccontate
in libri (Cass Pennant, ex leader della ICF, ha scritto il libro
“Congratulazioni Hai Appena Incontrato La ICF (West Ham)”, un libro
che narrà la storia della firm, documentari, film (The firm con Gary Oldman,
Hooligans con Elijah Wood).
HAMMERS
STORICI
– Lungo l’elenco dei randi giocatori che hanno gatto la storia del West
Ham e spesso anche della Nazionale inglese, a cominciare dal capitano Bobby
Moore, che insieme con i compagni Peters e Hurst, fece parte dell’Inghilterra
campione del momndo a Wwmbleay nel 1966. Anzi, a dire il vero quello è
ricordato dai tifosi del West Ham come un vero trionfo degli hammers: tutti
loro i gol che sconfissero la Fermania nella finale mondiale (4-2): rete di Martin
Peters,  Geoff Hurst fece una tripletta e
Bpbby Moore alzo al cielo la Coppa Rimet.
Ma
tanti altri campioni hanno vestito la maglia bordeaux-celeste: Brooking, Ince, Ferdinand,
Joe Cole, Sheringham, Pearce, Di Canio, Tevez.
TIFOSI ILLUSTRI
Tifano West Ham personaggi celebri come l’attrice Keira  Knightley, il bassista degli iron Maiden,
Steve Harris, band punk come i Cock Sparrer, Cockney rejects (in realtà veri e propri hoolingans. Vengono accreditati come tifosi
anche il principe Henry di Galles e il presidente degli Stati Uniti, Barack
Obama. Tra gli appassionati di calcio e musica è nota la storia di Steve Harris, che ha sulla chitarra lo stemma del club e
quando suona indossa i polsini e la fascia che regge lo strumento, con i colori
della squadra. Giocò terzino nelle giovanili del West Ham ma ad un certo punto
scelse di seguire la sua grande passione per la musica, conservando però il
legame affettivo con gli hammers e con il calcio.
GLI ITALIANI
Negli ultimi anni il West Ham ha avuto iniezioni di italiani. Paolo Di Canio è
anche nella squadra del West Ham di sempre, votato da un referendum dei tifosi.
Indossava la maglia del West Ham quando l’ex laziale e juventino si rese protagonista
del celebre episodio di fair play: vedendo il portiere avversario a terra
infortunato, raccolse con le mani un cross, evitando di stoppare e cercare di
segnare. Zola l’ha guidata come allenatore. Proprio in questi giorni hanno
debuttato Borriello e Nocerino, freschissimi acquisti.