Aveva spaventato tutti quel fastidio al polpaccio. Affrontare Perugia
nella prima finale scudetto senza Ivan Zaytsev sarebbe stato un problema
per Macerata. Invece Ivan ce l’ha fatta, ha precettato il
fisioterapista della Lube che abilmente gli ha sciolto la contrattura
consentendogli di scendere in campo. Dove lui ha recitato la sua
partitura: 22 punti, 54% in attacco, nessun ace ma 3 muri nel 3-2
conclusivo.  «Una finale scudetto si fa anche senza una gamba – dice
Ivan per far capire quanto teneva ad esserci – Sembrava una lesione ma
gi esami mi hanno tranquillizzato, era soltanto una contrattura. Ho
giocato abbastanza tranquillo»
       Sull’avvio sofferto spiega: «E’ stato a causa dell’accumularsi
di tante cose: il ritmo partita che non avevamo, il sentire tanto la
finale, la prima in casa. In fondo non abbiamo nemmeno giocato troppo
male all’inizio. Non siamo stati incisivi, abbiamo permesso al perugia
di giocare, di prendere ritmo. Battevamo troppi piano». Poi le cose sono
cambiate: «Sì, ci siamo sciolti, la battuta ha iniziato ad entrare,
siamo cresciuti a muro, l’attacco è stato costante per tutta la partita»
        E’ stata una vigilia particolare in casa Zaytsev. La gatta di
casa, Kira, ha pensato bene di avere le doglie proprio poche ore prima
della partita, seguita e coccolata da Ashling, la signora Zaytsev, Kira
ha dato alla luce tre gattini, tre dolcissime palline di pelo che già
incantano in foto chi considera cani e gatti elementi della famiglia a
tutti gli effetti. E come sa bene chiunque abbia animali, Ivan e signora
sono i “nonni” umani dei gattini appena nati.
        Dai gatti ai Grifoni perugini, Zaytsev fotografa la Sir Safety
finalista: «Si appoggia molto su Atanasijevic e Petric che sono i punti
di riferimento in attacco. Bisogna cercare di staccargli la ricezione.
La benzina nella macchina perugina ce la mettono loro due. Giovedì sono
un po’calati alla distanza»
         Quella sconfitta con Perugia in Coppa Italia, a Bologna, ha
rischiato di distruggere questa Lube. Invece ne siete usciti alla
grande.  «Abbiamo imparato a conoscerci, a soffrire, abbiamo fatto un
percorso di crescita, lungo e doloroso. Però adesso abbiamo tutti una
consapevolezza in più, che non avevamo a metà stagione»
        La presa di posizione per sostenere il tecnico Giuliani è stata una svolta.
        «Non c’era stata nessuna rottura nello spogliatoio, nè con lo
staff. Nemmeno un accenno. Alberto Giuliani è sanguigno ed emotivo: ha
pensato di essere lui il problema ma non era così. Il giorno dopo sarà
stato sette ore al telefono, con i ragazzi, con lui. Non aveva senso
cambiare per trovarci in una situazione con troppe incognite. La lettera
di Baranowicz fu un atto spontaneo, frutto di un confronto sincero come
c’è sempre stato qui. Infatti ora ci stiamo giocando lo scudetto»-
        Domenica al PalaEvangelisti (ore 17.30) secondo atto. Zaytsev a
Perugia è cresciuto. Era nelle giovanili della Rpa, viveva nel residence
Quattro Stagioni a San Sisto, vedeva il primo volley di alto livello,
il presidente Gino Sirci che iniziava la sua avventura nel volley: «Ha
sempre avuto il sogno di arrivare a godersi la pallavolo di alto
livello. Due finali e la Champions League sono tanta roba. Non avrei mai
detto che Perugia sarebbe arrivata in finale, sono contento per Adriano
Paolucci: negli ultimi anni ha vissuto momenti brutti  a Roma e a Sora.
Ora sta giocando la finale scudetto!»

* sul Corriere dello Sport di sabato 26 aprile 2014