Francesco Di Giacomo nell’album La parte mancante

La parte mancante di Francesco Di Giacomo album dell’anno. L’opera pubblicata postuma, prima in vinile e poi in cd estendendo la track list, è davvero un gioiello della musica italiana. Francesco Di Giacomo, purtroppo prematuramente scomparso il 21 febbraio di cinque anni fa, insieme con Paolo Sentinelli, lascia il suo dono d’addio e tanti rimpianti, perché La parte mancante, è un album bellissimo e variegato, nonostante sia diverso da ciò che la più bella voce del rock italiano ha cantato nella sua carriera con il Banco del Mutuo Soccorso. La dimostrazione di quanto ancora avrebbe potuto dare un musicista come Francesco Di Giacomo, capace di attraversare i generi lasciando sempre la sua personalissima impronta, che canti fado o rock, prog e brani da cantautore.
C’è la sua sensibilità, il senso della melodia e la sua ironia spesso feroce e diretta, ma sempre schietta come era sua abitudine. E chi ha frequentato i concerti del Banco sa bene come Francesco amava intrattenere e giocare con il suo pubblico. Un album con il pianoforte a farla da padrone, a guidare e sottolineare brani di notevole cantautorato, un territorio poco o nulla praticato da Francesco, ma nel quale dimostra di muoversi con straordinarie doti e qualità.

I miei brani del cuore? La parte mancante è particolarmente intenso e toccante, ti resta dentro fin dal primo ascolto e non si finirebbe mai di gustarlo e apprezzarlo. E poi Il senso giusto, Luoghi comuni, la profonda Insolito (“Per bene, per bene, per bene, bisogna innamorarsi, le cose vanno fatte per bene, perché l’amore è solo per bene”), Lo stato delle cose, In favore di vento (“Tra le vene e le ossa cadono piogge che non asciugano mai”).
Discorso a parte merita Bomba intelligente, che purtroppo appare nel cd cantata da Elio e non da Francesco Di Giacomo, che con la sua voce apparve invece nell’album di Elio e le Storie tese Figgatta de blanc (2016). Suppongo che non si sia trovato un accordo tra differenti case discografiche ma fatico a digerire che nel momento in cui, grazie alla Sprea (che edita le splendide riviste Classic Rock e Prog) non si sia trovato il modo, in omaggio alla memoria di Francesco, di poter inserire la sua Bomba intelligente, la sua voce in questa canzone.

Come è spiegato nel bel librettone dell’album in vinile “le voci sono state registrate nel corso degli anni nel soggiorno di Paolo e nella cucina di Francesco dove c’erano tanto cuore e una treccia d’aglio sempre appesa”.

La track list del vinile
1A In quest’aria
2A Il senso giusto
3A Emullà
4A I luoghi comuni
5A 4 parti

1B Insolito
2B La parte mancante
3B Lo stato delle cose
4B Quanto mi costa
5B in favore di vento

La track list del cd
In quest’aria
Il senso giusto
Emullà
La parte mancante
Luoghi comuni
Insolito
Bomba intelligente (feat.Elio)
Quanto mi costa
Lo stato delle cose
Alì
In favore di vento
Puntualizzazioni sulla vita
Cenerentola
4 parti

I testi sono di Francesco Di Giacomo. La musica di Paolo Sentinelli, che ha anche prodotto, insieme con Antonella Caspoli, la moglie di Francesco.

Miglior Album dell’Anno – Rock Targato Italia
L’album “La Parte mancante” di Francesco Di Giacomo si aggiudica il Premio nella categoria Miglior Album dell’Anno per Rock Targato Italia. La targa sarà consegnata a Milano nel mese di settembre durante le Finali Nazionali della rassegna

Il premio è stato conferito da una giuria composta da operatori del settore musica cinema moda e letteratura affini al mondo di Rock Targato Italia il contest di scouting tra i più longevi d’Italia, ideato da Francesco Caprini, Franco Sainini e Stefano Ronzani (giornalista musicale)

Ringraziamenti
Antonella Caspoli ringrazia tutto ma proprio tutti. Chi è rimasto, chi è andato via, chi è sceso, chi è salito dopo. Chi ha pianto dall’emozione di risentire la voce meravigliosa di Francesco, chi mi ha rincollato le ossa, chi mi ha fatto rialzare, chi mi ha guardato con l’aria di dirmi “non capisci l’astruso mondo della discografia”. Ed è vero. Ecco. Io vi ringrazio tutti. Proprio tutti. Grazie Paolo per essere stato il geloso custode di tutta questa musica. E ringrazio te, Francesco, per esserci fatti l’ennesimo regalo.

Un ringraziamento particolare è stato espresso da chi ha lavorato all’album a Guido Bellachioma, “per aver tracciato quest’ultima linea per chiudere il cerchio”.

La scheda

https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Di_Giacomo

Francesco Di Giacomo

 

 

Ecco cosa ha scritto Alessandro Papotto
sulla sua pagina Facebook
Come sempre mi ci vuole tempo per metabolizzare le emozioni. In questi giorni ho ascoltato a più riprese il disco di Francesco Di Giacomo “La parte mancante”. Era diverso tempo che non mettevo in moto il mio giradischi ma l’occasione stavolta era davvero speciale.

Il giorno in cui é uscito il disco era anche l’anniversario della sua morte… sono passati cinque anni… un tempo lunghissimo. Solo nel pomeriggio di quel giorno l’ho ascoltato tre volte di seguito… lato A, lato B, lato A, lato B, e ancora lato A e lato B. L’ho ascoltato come ascoltavo gli LP da ragazzo: sprofondato sul divano con la pagina dei testi e dei crediti sulle gambe incrociate, per non perdermi neanche un particolare. L’ultima volta che mi ero dedicato così tanto all’ascolto di un disco era stato per “Anime Salve” di Fabrizio De Andrè. E non é un caso perché era proprio dai tempi di “Anime Salve” che non sentivo una tale magia di equilibri tra parole e musica. Probabilmente il mio é un giudizio troppo di parte ma secondo me il disco di Francesco e Paolo riporta di nuovo a grandi livelli quel connubio tra la musica e le parole che é (o visti i tempi forse è meglio dire che dovrebbe essere) la “Canzone”, nell’accezione più nobile del termine e della forma musicale. 
“La Parte Mancante” é <uno scrigno di segreti> da scoprire piano piano, dieci canzoni inedite, dieci gioielli, dieci piccoli capolavori incorniciati dai testi di Francesco Di Giacomo e dalle musiche di Paolo Sentinelli.
La voce di Francesco, con il suo tipico lirismo e il suo caratteristico vibrato che ne fanno un marchio di fabbrica, si erge fiera sulla vetta delle grandi voci della musica “leggera” italiana, quelle che si contano sulle dita di una sola mano. E si scopre finalmente quella “parte mancante” della sua personalità artistica, si scopre finalmente il Francesco Cantautore, non più al servizio della musica del Banco come cantante e autore di testi memorabili, ma al servizio della “Canzone”, una canzone libera dagli schemi e dalle sovrastrutture del Rock progressive. 
Gli arrangiamenti di Paolo sono essenziali e allo stesso tempo “giusti” per le atmosfere descritte dalle parole di Francesco. Tra l’altro lo stesso Paolo spiega nel comunicato stampa che gli arrangiamenti sono rimasti gli stessi dell’epoca in cui scriveva queste canzoni insieme a Francesco, mantenendo così un grande rispetto per il progetto originale che fu lo spettacolo teatrale “Cenerentola – La Parte Mancante”, purtroppo andato in scena una sola volta all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Uniche aggiunte rispetto agli originali, alcune parti molto delicate di archi (un quartetto classico) e di fiati (quelli del sottoscritto e dell’amico Max Dedo). Gli altri strumenti oltre al pianoforte di Paolo sono un violoncello (Tiziano Ricci) e la batteria (Maurizio Masi) ex compagni di Banco, un basso elettrico (altri amici di Francesco come Toni Armetta e Danilo Fiorucci), e infine gli splendidi mondi colorati della chitarra di Adriano Viterbini.
E per tornare alle sensazioni che mi pervadono dopo aver ascoltato più volte questo disco posso dire con certezza che grazie al lavoro e alla dedizione di Paolo, ma anche di Antonella Caspoli, Maurizio Masi, e del fantastico fonico Alessandro Di Nunzio, questa é la prima volta che nel giorno dell’anniversario non sento più quella sensazione opprimente della morte, ma sento una sensazione di rinascita: la chiusura del cerchio, l’omaggio a un grande amico, l’anima di Francesco che rivive in quei solchi e mi abbraccia di nuovo con il calore della sua voce e delle sue parole, un vero <canto di primavera> che invita alla vita.
Ed é sulla base dell’invito che Francesco gridava alla fine dei concerti (“Siate felici, se vi riesce!”) che mi perdo nella pulsazione della puntina del giradischi alla fine del disco, e immagino quella pulsazione come un cuore che batte, il cuore di Francesco che mi saluta e ci saluta con questo suo splendido ed eterno regalo.
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