La Sir Safety Perugia è stata la rivelazione della stagione. In un
decennio è passata dalle palestrine dell’entroterra umbro ad inseguire
addirittura il sogno di una finale scudetto, dopo aver sfiorato la Coppa
Italia. Il suo presidente, Gino Sirci è un imprenditore che si è
innamorato del volley. ma ha voluto crescere pian piano. 48 anni,
sposato con Rita e padre di due figli (Flavio e Leonardo), il presidente
veste rock, ama anche la musica reggae e la new age irlandese. Al
cinema predilige i film d’azione e di guerra e quelli interpretati dalle
star hollywoodiane come Robert De Niro e Leonardo Di Caprio.

Presidente Sirci, dalla serie C alla semifinale scudetto. Come si fa?
«Il segreto, che non è un segreto, è quello che tutti
conoscono: la passione per questo sport. Uno sport grande, magari a
volte un pò penalizzato a livello di media, che merita una passione
grande»

Da Bastia a Perugia, dopo 9 anni la città è di nuovo rivelazione del campionato
«L’ambiente per fare grandi cose a Perugia c’è Se ci aiutano soprattutto
i media, sottolineando sempre di più le gesta della pallavolo in
generale, si possono trovare ancora più sponsor, risorse ed energie per
creare un evento che, sono sicuro, piacerebbe a tutta la popolazione
indistintamente»

Cosa pensa della SuperLega, della riforma proposta dalla Lega?

«La trovo una cosa molto utile, se non viene snaturata
appunto dalla sua natura originale. Più autonomia e più autogestione
faranno del bene a questo sport»

Quanto c’è di suo e del suo staff nella costruzione di questa Sir gioiello?
«La squadra l’abbiamo fatta totalmente noi! Abbiamo
cercato e voluto questi giocatori fin dall’inizio del mercato, nessuno è
stato il famoso saldo di fine stagione. Di questo aspetto sono
orgoglioso, anche perchè i fatti ci hanno dato ragione»

Dopo l’anno del boom si parla di addii: da Atanasijevic e Kovac. Resteranno?
«Kovac non sarà più alla guida della squadra, andrà in
Iran. Atanasijevic è chiaro che è un grande giocatore e noi proveremo a
tenercelo stretto… Per l’anno prossimo ho in mente una Perugia che se
la giochi contro tutti, che stazioni come quest’anno nelle prime
quattro. Abbiamo tanta fame e quella maggiore è fare meglio dell’anno
precedente…»

Il ricordo più bello della sua avventura pallavolistica? E quale il momento più amaro?
«Di momenti belli ne ricordo tantissimi. Ricordi
indelebili: la vittoria a Corigliano in serie A2, quando abbiamo
conquistato la matematica promozione in A1, e la vittoria contro
Macerata quest’anno nella semifinale di Coppa Italia. In realtà spero
che il momento più bello debba ancora arrivare… Le amarezze fanno
parte dello sport, bisogna essere bravi a cancellarli. Per cui non me ne
ricordo nessuno!»

Da ragazzo ha praticato pallavolo o altri sport?
«Facevo atletica, mezzofondo. La pallavolo mai, tranne che
nelle ore scolastiche. L’innamoramento è arrivato circa dodici anni
fa…»

Segue altri sport?
«Mi piace seguire la pallavolo. Anche nei livelli più
bassi di serie C e serie B, anche perchè ricordo molto volentieri dove
ho trascorso gran parte del mio tempo nel volley»

Il presidente del Piacenza, Molinaroli, sabato vuole giocare senza pubblico. Che ne pensa?
«Molinaroli non sbaglia a pensare che l’orario sia poco
adatto per una semifinale scudetto. E’ certo che l’incasso potrebbe
risentirne. Circa la volontà di disputare la partita senza pubblico, è
una cosa personale nella quale non entro in merito»

Come è nata la sua azienda?
«La Sir Safety System è nata nel 1979. E’ nata da una
professione che già facevo, come agente per un’altra azienda, e dalla
volontà di fare meglio e di più. Perciò ho fondato l’azienda, sempre
nello stesso settore, quello dell’antinfortunistica e della sicurezza
nel lavoro. Un settore in cui credo, un settore non comune. Il nostro
slogan aziendale è “Sir, protegge chi lavora”, cioè protegge le persone
che si sacrificano in prima linea e che rischiano di farsi male. Ho
l’idea che i nostri prodotti siano più “nobili” rispetto ad altri perchè
servono a salvare dagli infortuni ed alle volte anche la vita stessa
delle persone. Grosso modo contiamo di circa centocinquanta dipendenti»

La sua passione per gli abiti anche particolari l’ha resa subito popolare.
 
Vestirsi bene è un piacere! L’idea di essere originale mi
è sempre piaciuta, naturalmente con buon gusto. Un’idea che si
riscontra poi anche nelle divise della squadra, sempre piuttosto
particolari. Come stili e stilisti, non ne ho uno in particolare. Mi
piacciono quelli emergenti che proprio le grandi firme utilizzano poi
per i loro successi. Diciamo che compro quello che mi piace, al di là
del logo. Ho però la passione per le scarpe, Fabi, Baldinini e Prada per
tutti i giorni e Nike per la linea sportiva»

Ha hobby particolari?
«La pesca nei grandi fiumi del Sud America. Purtroppo il tempo per coltivare questa passione è sempre di meno…» 
  
Se veste rock, le piacerà anche la musica rock o alternativa, quali sono i suoi gusti musicali?
“Il rock mi piace molto, ma mi piace molto anche il reggae e la musica della new age irlandese”

E cinematografici?
“Preferisco i film d’azione e di guerra. In generale poi quelli con grandi attori come Robert De Niro e Leonardo Di Caprio”

parzialmente pubblicata sul Corriere dello Sport di mercoledì 9 aprile 2014