La foto è stata pubblicata sulla pagina Facebook da Marco Falaschi e tratta dalla diretta della Rai

 Sul Corriere dello Sport del 19 luglio 2013

 In questa strana e atipica estate estate del volley italiano, il mercato
si è chiuso martedi a Bologna senza chiarire tutti i punti
interrogativi. Ci saranno insomma delle appendici forzate, per
sciogliere qua e là, con le buone o con le cattive, situazioni
imbarazzanti.
        Prendiamo ad esempio il caso di Marco Falaschi, 24enne
palleggiatore pisano, l’anno scorso protagonista di un bel campionato,
in Serie A1, con la squadra di Castellana Grotte.
        La società pugliese ha deciso in extremis, dopo aver consegnato
alla Lega la documentazione per poter partecipare alla A1, di ritirare
la sua iscrizione. Una storia che è bene raccontare da lontano, senza
impelagarsi nelle motivazioni reali che hanno prodotto il risultato di
veder sparire dal massimo campionato una sicura protagonista.
        Ora pare che Castellana Grotte, che aveva messo sotto contratto
l’allenatore Bruno Bagnoli per guidare la squadra, intenda partecipare
al campionato di Serie B1 o addirittura B2.
        Falaschi entra nella storia perchè il suo cartellino appartiene
ancora ai gialloblu pugliesi. Insomma, falaschi al momento è rimasto
prigioniero nelle… Grotte di Castellana. Pensate, un giocatore della
Nazionale, addirittura il vice palleggiatore, la riserva di Travica, che
non gioca nè in A1 nè in A2 ma nella serie cadetta, nel terzo o quarto
campionato nazionale. Come se un calciatore azzurro di Prandelli dovesse
giocare in LegaPro…
        Pare, secondo indiscrezioni, che Castellana Grotte voglia 15.000
euro per cederlo in prestito. E non sembra una cifra proibitiva. Ma ben
150.000 euro per il suo cartellino. Più di quanto Macerata chiede, o
chiedeva, per Savani.
       
 
Così anche per Falaschi, la salvezza potrebbe
essere all’estero. Ultimamente c’è da dire che i vice registi azzurri
non hanno avuto molta fortuna. Dopo l’Olimpiade e il bronzo di Londra,
Dante Boninfante rimase disoccupato, fino a che non trovò un ingaggio in
Polonia. Il giovane Baranowicz è passato da Cuneo a Macerata,
raccogliendo la pesante eredità di “Drago” Travica, ma in Nazionale è
incappato in qualche problema, non tecnico, e alla fine il ct Berruto
non lo ha portato in Argentina per la Final Six della World League. Al
suo posto ha chiamato Falaschi, il cui status è forse anche peggiore di
quello di un giocatore disoccupato.
       
 La Federazione dovrebbe forse aprire un ufficio a
tutela degli azzurri, per evitare che situazioni anomale, capricci o
ripicche, tolgano di scena giocatori che hanno dato o potranno dare
tanto alla causa azzurra. Basta ricordare il caso di Gigi Mastrangelo,
di cui non si parla più. Compare nel roster di Cuneo ma è stato messo
fuori squadra da un anno senza che chi ne aveva l’autorità e la
possibilità, spendesse una parola per lui, che anche a carriera azzurra
conclusa, avrebbe tanto da dare a livello di idee e di visibilità. Dopo
Lucchetta è stato forse l’unico azzurro capace di traghettare il volley
al di fuori del proprio cortile.
       
Per Marco Falaschi certe problematiche non sono una novità.
Quando il tecnico brasiliano Radames Lattari lo volle in Puglia, faticò
a strappare il si di Santa Croce, che lo lasciò andare solo quando
arrivò Monopoli. Il papà è stato il capitano dei Lupi Santa Croce alla
fine degli anni ‘60. Era palleggiatore anche lui e smise per un brutto
infortunio. Marco è riuscito anche a giocare una stagione insieme col
fratello, a Pescia in B2. Quando era a Spoleto ha rischiato di essere
spodestato da Zaytsev, che aveva problemi da regista a Latina ma che
alla fine rimase con i pontini, cambiando poi ruolo nella M.Roma. Ora
sono insieme in Nazionale, a giocarsi la World League.