Il cantiere aperto improvvisamente in via Trionfale nel cuore di agosto si sta rivelando assai rischioso. Stamane qualcuno ci stava lavorando, dopo un venerdì in cui è rimasto vuoto. Si è letto di lavori Acea per le perdite d’acqua, ci sono anche i cartelli dell’Italgas e i consueti avvisi inattendibili che avvisavano di lavoria partire dall’11 agosto. Come sempre in questi casi, in quella data non si è visto nessuno, per cui tutti hanno continuato a sostare.
Le foto danno l’idea della grandezza del cantiere, tenete conto che di notte la via è al buio (fino al Forte Trionfale, quanti mesi al buio in questo quartiere…). Sorvolando sui cartelli scritti a pennarello, che si vedono poco e male di giorno e per niente di sera e notte, è allucinante quanto verificatosi nei primi due giorni di cantiere, con il blocco del traffico in direzione via Igea, all’altezza di via Fani obbligo di svolta a sinistra per chi viene da Monte Mario.
Non sono sicuro che non si potesse decidere per un’opzione diversa: mettere un divieto di sosta provvisorio e consentire il traffico su entrambe le direzioni nella porzione di carreggiata non occupata dal cantiere.
Si è invece optato per una scelta diversa (compare, credo per errore, anche un cartello di divieto di circolazione che non ha ragione di esistere, dato che in un senso di marcia il transito è consentito). Beh, chi è fuori città faticherà a crederci ma è stato un continuo viavai con le macchine che imboccavano contro mano via Sangemini, all’altezza dell’edicola del signor Giulio e di suo figlio Sandro.
Invece di proseguire fino alla fine di via Fani e dopo il monumento ai caduti della scorta in occasione del rapimento di Aldo Moro, svoltare in salita a destra per tornare in zona Igea, passando per la Camilluccia, molti automobilisti (in certi momenti una fila indiana senza soluzione di continuità) sprezzanti del cartello di divieto di transito, percorrevano anche a velocità sostenuta via Sangemini ma contromano, rischiando l’impatto con pedoni, motorini e macchine che secondo la corretta circolazione, provengono ignari dal senso contrario. Anzi, dall’unico senso giusto. Per non parlare poi di chi se ne infischia anche del primo divieto. Arriva, si ferma, cogita. Poi ingrana la marcia e parte a razzo verso la Farmacia Igea, contromano.
Una triste conferma di come il marcio dell’inciviltà si annidi in ognuno di noi, indisciplinati e ripiegati sul proprio ombelico, incuranti di appartenere ad un mondo che anche con il nostro piccolo contributo, potrebbe essere migliore. Banalmente, anche solo rispettando un cartello stradale.

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