Il commento uscito a maggio su questo blog

https://www.vistodalbasso.it/2013/05/26/cinema-la-grande-bellezza/

L’Oscar cinematografico e l’Italia: la statuetta dell’Academy prosegue il suo viaggio dal Nord al Sud dell’Italia: dal lumbard Salvatores al napoletano Sorrentino, passando per il toscano Benigni. 
Difficilmente il breve testo con cui Paolo Sorrentino ha ringraziato, dopo aver vinto il Premio per il miglior film in lingua straniera, verrà ricordato al di fuori dei confini italici. Scontato nella forma, significativo nella sostanza, perchè come il suo film, accomuna e accosta sacro e profano, Fellini e Maradona, Scorsese e i Talking Heads (un loro brano divenne il titolo del penultimo, bellissimo, film di Sorrentino, This must be the place).

 “Grazie alle mie fonti di ispirazione
Federico Fellini, Martin Scorsese, Diego Armando Maradona, a
Roma, a Napoli e alla mia più grande bellezza personale,
Daniela, Anna e Carlo. Grazie a tutti gli attori, i
produttori e a tutta l’equipe”
, l’esordio del discorso di
Sorrentino sul palco del Dolby Teathre di Los Angeles.  

 Fellini, Maradona, i Talking Heads e Martin Scorsese. 
“Sono quattro
campioni nella loro arte che mi hanno insegnato tutti cosa vuol dire
fare un grande spettacolo, che è la base di tutto lo spettacolo
cinematografico. Sono molto emozionato e felice, non era scontato questo
premio, i concorrenti erano temibili ora sono felice e sollevato”
.
Sorrentino, dimenticando che non tutto il cinema italiano ha fatto il tifo per lui, si è augurato che possa cambiare il rapporto tra il cinema italiano e la scena internazionale
Spero che questo film
e questa vittoria siano una porta aperta affinché il cinema italiano
diventi più cinema per il mercato internazionale. Avverto una specie di senso di responsabilità dopo questa vittoria, nei giorni scorsi mi sono sentito anche un po’ sotto pressione. Non è stato facile, ma adesso sono molto felice. Non è facile
descrivere cosa sto provando”.

Una colonna sonora particolare per il suo film, eterogenea, spiazzante, diversamente coinvolgente.
 “E’ un
semplice mix fra musica sacra e profana, perché Roma è la città che
combina sacro e profano.. la chiesa cattolica e il profano della città
che vive fuori dal Vaticano. la musica del film riflette questo”.