Russian Doll serie tv Netflix

RUSSIAN DOLL – Serie Tv su Netflix. Paese: Stati Uniti. Genere: commedia nera
Stagioni: 1 – Episodi: 8 (da 30 min). Ideatore: Natasha Lyonne, Amy Poehler, Leslye Headland Interpreti: Natasha Lyonne, Greta Lee, Yul Vazquez, Elizabeth Ashley, Charlie Barnett . Produttore esecutivo: Natasha Lyonne, Amy Poehler, Leslye Headland
 
Scritto da Luca De Sanctis
 
La prima stagione di Russian Doll, composta da 8 episodi, è stata distribuita su Netflix il 1º febbraio 2019. Natasha Lyonne (già vista nella serie Orange Is The New Black) scrive e interpreta questa serie con carisma e personalità e riesce a dare nuova vita a una storia non proprio inedita. Russian Doll parla di Nadia, una ragazza di origine russa, che rivive costantemente il giorno del suo trentaseiesimo compleanno, incastrata in un loop temporale sul modello del film culto Ricomincio da capo (Groundhog Day, 1993) di cui è stato realizzato un remake italiano nel 2004, È già ieri, con Antonio Albanese. Di film incentrati sulla ripetizione e sui circoli temporali però ce ne sono molti e il concetto è stato trattato e approfondito sotto svariati punti di vista (Looper, Edge of Tomorrow, Source Code e Auguri Per La Tua Morte, per citarne alcuni).
Per quanto riguarda la trama Russian Doll non stupisce particolarmente, ma riesce comunque a incuriosire. Ci si chiede il perché di una serie incentrata su questo argomento ad oggi ampiamente abusato, cosa sente di poter aggiungere e come pensa di poter colpire lo spettatore? È forse seguendo questo pensiero che ci si ritrova a proseguire la visione quasi compulsivamente aspettando una svolta che metta tutto sotto una nuova luce. Quel momento forse arriva o forse no ma non è neanche così importante in fin dei conti perché la serie è ben scritta e ben interpretata, divertente e mai stupida nonostante una manciata di scene un po’ prevedibili e didascaliche.
Natasha Lyonne è una forza della natura e il personaggio di Nadia (non a caso scritto e interpretato da lei stessa) è sprezzante e tagliente ma dotato anche di una forte sensibilità e di un ironia intelligente e divertente alla quale è difficile non affezionarsi. La struttura narrativa limita un po’ l’approfondimento degli altri personaggi che vengono delineati anche nelle loro varie sfaccettature ma in modo comunque superficiale.
La colonna sonora della serie è costituita principalmente da brani di artisti indipendenti e risulta molto piacevole. Ogni canzone tende a sottolineare e descrivere con le parole dei testi ciò che accade sullo schermo e in particolare Gotta Get Up di Harry Nilsson è un po’ il tormentone della serie. Russian Doll non è sicuramente un capolavoro e anche l’epilogo lascerà ai più puntigliosi qualche dubbio. Se la si vede con leggerezza e senza cercare il pelo nell’uovo la serie risulta comunque gradevole (complice anche la breve durata complessiva), l’ottima sceneggiatura vince sulla trama e anche gli  intenti sono lodevoli. In questo periodo storico dell’umanità in cui le persone si scontrano l’una contro l’altra senza contatto umano (“come formiche col pilota automatico” dice Richard Linklater in Waking Life) non è inutile una serie che si soffermi sull’empatia e sull’impatto che un piccolo gesto di altruismo può avere  sulla vita degli altri. 
 
Gotta Get Up – Harry Nilsson: https://www.youtube.com/watch?v=6jRh2PRa1tU