La locandina di Buzzsaw, film su Netflix

VELVET BUZZSAW – su Netflix. Stati Uniti. Regia: Dan Gilroy. Interpreti: Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Toni Collette, John Malkovich, Zawe Ashton, Tom Sturridge.

Velvet Buzzsaw, il film soprannaturale ambientato nel mondo dell’arte, visibile su Netflix. Si parla di gallerie d’arte e di artisti, dei meccanismi che regolano il successo o il fallimento di un artista, i legami tra galleristi e critici, il potere della parola scritta. Una critica negativa può porre fine ad una carriera o al contrario lanciarla. Il tutto ha una valenza economica non indifferente. Ed è questa la parte più riuscita del film, più che la sua componente soprannaturale, che ha il suo appeal ma non aggiunge nulla di nuovo e non offre spiegazioni inequivocabili su ciò che accade. Anche se gli aspetti psicotraumatici all’origine dei dipinti, del suo autore, sembrano usciti da un classico racconto di serial killer.

In questo caso i serial killer sono proprio i quadri, rinvenuti in casa di uno sconosciuto pittore morto, che non ha mai divulgato le sue opere e che le avrebbe voluto distrutte dopo la sua morte. Ma l’avidità, si sa, è umana e quando si possono fare soldi non ci si ferma dinanzi a nulla: etica, correttezza, paure. E così i quadri che non avrebbero dovuto essere visti da nessuno, diventano opere da vendere a prezzi strabilianti a ricchi acquirenti. Fino a che si capisce cosa sta accadendo e allora la consapevolezza e il terrore prevarrebbero su tutto, se non fosse troppo tardi.

Jake Gyllenhaal è il critico d’arte spietato e insensibile, ma (dis)umanamente condizionabile da interessi e sentimenti, Rene Russo la gallerista di successo che da ragazza faceva parte di una punk band chiamata appunto Velvet Buzzsaw. E poi Toni Collette, John Malkovich e Zawe Ashton, già vista nella serie Tv Wanderlust.

Si diceva che molto viene lasciato all’immaginazione dello spettatore, che può darsi delle spiegazioni non necessariamente condivisibili ma certamente plausibili. L’arte al di sopra della mercificazione e del valore attribuitole da altri, per convenienza. Il pittore dall’esistenza drammatica e violenta, che ha dipinto anche col suo sangue, si esprime ma vuole tenere nascosti i suoi quadri. Che sono arte anche se nessuno conosce l’autore. Si torna dunque al valore espressivo della forma artistica. Per questo quando la vendita finale di un quadro, in strada, per soli 5 dollari che potrebbe far temere o presagire un destino cruento per la coppia di acquirenti, magari suggerisce invece un epilogo pacificatore: la bellezza ingenua acquistata per ciò che suscita nel fruitore comune, non condizionato o suggestionato dalla critica o da ciò che pensano altri. Sottratta ai meccanismi del profitto, l’arte ritorna semplice e pura. Il ruolo del tatuaggio dei Buzzsaw sulla spalla della ex punk che ha dimenticato le origini, sembra un ulteriore messaggio.

Rene Russo e Jake Gyllenhaal in Velvet Buzzsaw, film su Netflix

Trailer originale

https://www.youtube.com/watch?time_continue=8&v=XdAR-lK43YU

Trailer italiano

https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&v=B4ZWoXyBc7M