Davide Astori, capitano della Fiorentina

Bravo Malagò, il calcio è sentimento ed è stato giusto fermarsi nel giorno in cui Davide Astori, capitano della Fiorentina, non si è svegliato. La morte del giocatore di Cagliari, Roma, Fiorentina, Nazionale, ha colpito trasversalmente il mondo del calcio. Compagni, avversari, allenatori: chiunque abbia conosciuto e frequentato Astori, ha condiviso e partecipato ad un sentimento di lutto profondo. La sua compagna e sua figlia hanno perso un marito e un padre, il calcio ha perso un protagonista che incarnava l’essenza di come dovrebbe essere inteso lo sport.

Non mi illudo, ma sarebbe bello se i sentimenti di fratellanza e partecipazione al lutto che hanno toccato il cuore senza distinzioni di maglia o bandiere, non fossero dimenticati. Bravo Malagò perchè il calcio che sogna lui è quello che piacerebbe a tanta gente. Emozioni, passioni, rispetto, fede nella propria squadra possono e dovrebbero convivere anche tifando per colori diversi. Perchè di un calcio ostaggio della violenza, degli stadi terra di nessuno, delle pagine Facebook riempite d’odio, insulti e parolacce, non se ne può più. So bene che è un’utopia, ma se ogni volta che un tifoso imbecille pigia sui tasti o intona cori beceri e vergognosi, si ricordasse di questo momento, del volto del povero Astori, di quello che il mondo del calcio ha saputo esprimere in questo momento tragico, sarebbe una gran bella cosa. I tifosi idolatrano i giocatori. Bene, ai tifosi juventini, ad esempio, dico: ricordate cosa hanno detto i vari Buffon, Marchisio, Benatia, Dybala, Allegri E poi Bonucci, Totti, Keita, Prandelli e via dicendo.
Il calcio, il tifo autentico, deve essere passione, calore, fonte di emozioni pulite, genuine. Tutto il resto andrebbe chiamato con altro nome.
Bello, anche se doloroso, che almeno per una volta il calcio abbia messo da parte le esigenze delle tv da cui ormai è sovvenzionato e alimentato, fino a diventarne ostaggio, accogliendo il comune sentire, intercettando i sentimenti della gente comune e dei calciatori stessi.

Così il presidente del Coni Malagò

Giovanni Malagò, presidente Coni e commissario straordinario della Lega di A.

«Sono sconvolto, una tragedia assurda. Sono vicino alla compagna Francesca con cui Davide ha avuto una bambina di due anni. Il nostro mondo è profondamente colpito da quanto successo. Le parole stanno a zero, la decisione di rinviare la giornata è quella giusta». «La giornata di campionato è stata rinviata:ho sentito i presidenti ed erano tutti d’accordo perché il calcio che io penso e che immagino è di valori, di ideali, condivisione di emozioni e rispetto. Non solo nell’atleta ma anche nell’uomo. Era doveroso»

CALCIO in lutto, addio Davide Astori