http://www.corrieredellosport.it/calcio/2015/02/17-396902/%22Qualcuno+corre+troppo%22%2C+il+libro+sul+lato+oscuro+del+calcio

“Qualcuno corre troppo. Il lato oscuro del
calcio”. Il libro scritto da Lamberto Gherpelli (edizioni Gruppo Abele, 20
euro) non è destinato a sucitare polemiche ma riflessioni, nella consapevolezza
che forse è anche già troppo tardi. Un libro (con la prefazione lucida e
consapevole di Damiano Tommasi, presidente dell’AIC)  scritto per il calcio e non contro il calcio,
per stimolare la presa di coscienza soprattutto di calciatori (i primi a pagare
sulla propria pelle l’overdose di farmaci utili sul momento ma dannosi e in
troppi casi letali a lungo andare).

L’uso e l’abuso di farmaci nel calcio ha
radici lontane. I primi controlli si iniziarono a fare negli anni ’60 e allora
la necessità di fotografare un fenomeno che si intuiva crescente, indusse la
Lega Calcio ad un’iniziativa editoriale, il libro “Doping e calcio
professionistico” scritto dal professor Gerardo Ottani, ex calciatore del
Bologna, poi divenuto medico sociale del club rossoblu e Primario dell’Ospedale
Maggiore. Un’inchiesta medica aveva rivelato che alla fine degli anni ’50 il
22% dei calciatori professsionisti italiani usava anfetamine, il 51% glucosio e
simili, il 55%  stimolanti del sistema
nervoso (analettici), il 68% ormoni e l’84% stimolanti sulla muscolatura
(dinamogeni).

Gherpelli ha definito il suo libro “un
viaggio all’interno di una memoria talvolta dimenticata, ci sono numeri, date,
un elenco di morti premature, contenuti ricavati da atti processuali. E’ un
libro di memoria, con testimonianze dirette soprattutto riferite agli anni ’60.
Nasce dal mio amore per il calcio e strada facendo ho trovato anche
atteggiamenti omertosi. Nella mia esperienza di calciatore ho vissuto in prima
persona certe problematiche Con i medici a volte il rapporto è difficile, si
parla a volte di sostanze pesanti. Il calcio può essere meno compromesso di
altri sport e in Italia ci sono molti più controlli rispetto ad altre nazioni.
Dal 2004 il controllo avrebbe dovuto essere su sangue e urine insieme, ma un
esame del sangue costa 400 euro, dell’urine 50. Così si fanno esami delle urine
e solo se risultano sospetti poi si va sul sangue. Il fenomeno degli ormoni risale
addirittura agli anni’30, iniziarono Wolverhampton e Southampton. Anti
infiammatori, stimolanti…La realtà è che il nesso causa-effetto tra doping e le
malattie, non è messo fuori discussione”.

“Qualcuno corre troppo” affronta temi dai
risvolti drammatici con approfondimento sulla Sla e sull’inchiesta della
Procura di Torino, con la pubblicazione di uno studio italiano del 2000,
commissionato dal pm Guariniello, che certifica percentuali di insorgenza di
alcune patologie tra giocatori, ex e in attività. Leucemia e cancro al
fegato-pancreas le più comuni, oltre alla Sla. I decessi per leucemia linfoide
sono stati 35 volte più numerosi rispetto al resto della popolazione, 8 volte
superiori per il tumore epatico, 24 volte il riferimento alla Sla (tra il 2004
e il 2008 51 casi su 30.000 calciatori). Gherpelli propone le testimonianze di
Gabriella Beatrice e Adriana Petrini, vedove dei calciatori, e si propone di
creare una consapevolezza, sia tra i giocatori che negli appassionati e tifosi,
estendendo il richiamo ad un cambiamento culturale di approccio, anche nella
vita di tutti i giorni, all’abuso di farmaci. Non c’è un approccio
scandalistico, traspare l’intento primario di fare chiarezza, di rilettura di
episodi poco o per nulla noti al grande pubblico. Ci sono nomi, squadre,
campioni, eventi, situazioni di oltre cinquant’anni di calcio che meritano la
curiosità e l’approfondimento del lettore e degli stessi calciatori, per varie
ragioni, anche comprensibili, incapaci di sottrarsi a quelle che ormai sono
diventate consuetudini. Dagli effetti devastanti, solo in futuro riscontrabili.