E’ stata una domenica decisamente speciale per
Andrea Scozzese, patron di Volleyrò campione d’Italia under 16 con le
sue ragazze, organizzatore della straordinaria Italia-Polonia di World
League, nello stadio del tennis al Foro Italico: volley all’aperto,
11.000 spettatori, entusiasmo alle stelle. Antipasto di un’altra sfida impegnativa: il Mondiale femminile che vivrà proprio a Roma la
fase iniziale, dal 23 al 28 settembre, con Scozzese presidente del
Comitato organizzatore locale.
«Si trattava di raccogliere
una sfida – spiega l’ex azzurro di pallamano – Vogliamo dimostrare il
valore della pallavolo in questo momento di difficoltà degli sponsor e
delle istituzioni. Il volley è in grado di ribaltare la barca anche
quando ha scuffiato… Lo abbiamo già dimostrato con la World League,
grazie ad un fenomeno organizzativo come Luciano Cecchi, sostenuto da
Burlandi e Martinelli. Direi che è stato il miglior viatico. Sono
appassionato di tanti sport e a chi dice chi te lo fa fare rispondo
ricordando il piacere di arrivare in cima. Il volley merita di
diventare leader nel mondo dello sport, come il calcio è leader nel
mondo del business».
Da tempo è metaforicamente tirato per la giacca, invitato ad allestire una squadra di vertice, ma non cade in tentazione.
«L’esperienza
del Tor di Quinto pallamano mi ha segnato – racconta Andrea Scozzese – 
Le nostre possibilità hanno un limite e la serie A da soli non
riusciamo a farla. Dovremmo spendere un milione di euro…Noi siamo
modesti e consapevoli dei limiti. Non ci buttiamo allo sbaraglio
lamentandoci se poi le istituzioni non ci aiutano, se non ci viene dato
il Palazzetto. Non l’ordina nessuno di avere una squadra di volley.
Vogliamo contare solo sulle nostre forze e sappiamo che non possiamo.
Certo, se arriva qualcuno che mette 500.000 euro a stagione, allora noi
possiamo metterci a disposizione. L’accordo di collaborazione con
l’Igor Volley Novara offre una prospettiva ad alto livello per le
nostre ragazze. E’ una società seria, ci sono le suore, c’è un
allenatore serissimo. Diciamo che noi lavoriamo per la Nazionale, in
prospettiva. Ma la motivazione principale è quella di dare
un’opportunità alle giovani, aiutarle a crescere a livello
comportamentale, nell’impegno scolastico»

Volleyrò ha due artefici in prima fila, Andrea
Scozzese e Armando Monini, e da Londra arriva il sostegno di Massimo
Bochicchio, un amico banchiere ex talento del Napoli pallavolo. Andrea e
Armando sono amici da sempre. Ma l’incontro al PalaLottomatica,
durante i Mondiali maschili del 2010 che videro Scozzese coinvolto nel
COL, fece scoccare la scintilla Volleyrò, complici le figlie, che
giocavano a pallaovlo. Elena Monini è il libero dell’under 18, Ludovica
Scozzese ora 21enne allora giocava, come ora gioca Livia.
«Più
parlavamo – ricorda sorridendo Andrea – e più mi rendevo conto che
Armando era contagiabile con la passione per la pallavolo. Non mi
sbagliavo. Gli ho fatto capire che dopo aver fatto un percorso comune
nel lavoro, potevamo farlo anche nello sport». E l’amicizia tra i due
“motori” di Volleyrò, è un valore aggiunto che ha poi caratterizzato le
scelte della società, un mix di competenze spalmato su una base di
amicizie profonde e condito con una smisurata passione.
«L’ho imparato
all’Aniene e da Malagò», sottolinea Scozzese. «Siamo un’eccellenza a
livello nazionale, ci siamo prefissi un progetto che non è solo
agonistico ma puntiamo al sociale, alla scuola, al mondo delle
disabilità. Vogliamo collegare il territorio alla scuola, con una
struttura sanitaria che assista le ragazze. Grazie a noi circa 7000
persone fanno sport nella provincia di Roma. Abbiamo 1000 tesserati, 53
allenatori, 30 dirigenti che rasentano il volontariato ma che hanno al
possibilità di trasformare in un lavoro ciò che fanno. Volevo un
progetto che avesse i connotati della mia esperienza sportiva con il Tor
di Quinto».