BlacKklasman, la locandina del film di Spike Lee

BLACKkKLANSMAN – Regia: Spike Lee. Interpreti:  John David Washington, Adam Driver, Laura Harrier, Topher Grace, JasperPaakknen, Ryan Eggold.
Il film è tratto dal libro Black Klansman, scritto dall’ex poliziotto Ron Stallworth. * visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano
Spike Lee torna a raccontare il razzismo feroce e violento dell’America ma lo fa in modo diverso. BlackKklansman è meno cattivo di quanto ci si sarebbe potuto aspettare, ma proprio per questo più incisivo a maturo. La storia, vera, è nota: un poliziotto di colore riesce con l’aiuto di un collega bianco ad infiltrarsi nelle maglie del delirante ma reale Ku Klux Klan. La sorpresa è che Spike sceglie di raccontarlo con la lente dell’ironia, come avrebbe potuto farlo Tarantino, con il quale aveva avuto un’accesa polemica ai tempi di Django Unchained.
Una bella colonna sonora, una chiave umoristica che accentua il ridicolo della aberrante filosofia (filosofia?) che anima i suprematisti bianchi, gente per lo più rozza e ignorante. E il modo in cui Spike Lee la rappresenta dice molto: la solita storia degli ignoranti senza cervello che vengono attirati da qualcuno che il cervello ce l’ha, pur deviato.
Una storia che non passa mai di moda, anche se stavolta Spike è meno arrabbiato di un tempo, offre una lettura alternativa e in alcune scene mette sullo stesso piano gli estremismi, pur con i debiti distinguo: il white power e il black power gridato ciecamente non porta da nessuna parte. E nel finale quando vengono mostrati filmati di cronaca e le sconcertanti dichiarazioni del Presidente Trump, che non prende affatto le distanze dai violenti suprematisti bianchi, spicca su una lapide la frase contro l’odio, da qualunque parte sia. Molto meglio la pacificazione.
BlackKklansman è un film che affronta il razzismo in America, andando alle radici della follia bianca. Ma il tema è tornato paurosamente attuale anche qui in Italia, tornata in balia della scellerata ignoranza.
Ah, insieme con Adam Driver c’è nel ruolo del protagonista John David Washington, il figlio di Denzel Washington.
Spike Lee (a Simona Siri, La Stampa, 25 agosto 2018)
“Per me l’America soffre di disordine post traumatico da schiavitù: quello che succede oggi è ilfrutto degli anni della schiavitù, delle famiglie vendute e separate. Il tessuto con cui èstato costruito questo Paese si basa sul massacro dei nativi americani e sulla schiavitù. Sono cose che dovrebbero essere insegnate a scuola invece delle bugie che propinano: i padri fondatori possedevano schiavi. Se non si parte da questa – che non è un’opinione, è un fatto – non si uscirà mai dalla menzogna”

Adam Driver e John David Washington, gli interpreti del film di Spike Lee