Renzo Arbore, E se la vita fosse una jam session?

Renzo Arbore e la casa di Pippo Baudo. C’è un errore nel libro scritto da Renzo Arbore, E se la vita fosse una jam session? Ecco il passo incriminato

«…quando entrai in Rai, alla fine del ’64, incontrai un ragazzo di
Militello, provincia di Catania. A Roma abitava sulla via Cassia, in un
rione di giornalisti, dove viveva anche un cantante siciliano, suo amico,
che si chiamava Tony Cucchiara.  Era Pippo Baudo. All’epoca lavorava già
in televisione, ma la vera svolta nella sua carriera arrivò un paio d’anni
più tardi, con il programma Settevoci».

In realtà Arbore si è confuso, probabilmente indotto in errore dal Villaggio de Cronisti che effettivamente stava sulla Cassia. Pippo Baudo e Tony Cucchiara, invece, abitavano in via dei Giornalisti, al numero 23 per la precisione. Come ben ricorda chi all’epoca abitava in via dei Giornalisti e in particolare in quelle due palazzine arrampicate e fronteggianti, il 21 e il 23 appunto.

Il ricordo sbagliato è tuttavia solo un pretesto per parlare di una piacevole lettura. Non inficia la godibilità di un testo ricco di foto, divertente ed ironico, mai cattivo, anche quando racconta cose brutte che i politici regnanti in Rai fecero ai suoi danni. Un viaggio nelle atmosfere del passato, ricordato con amore e nostalgia, con quell’inevitabile pizzico di struggimento per tutto ciò che è ormai alle spalle. Per la gioventù vissuta in anni difficili ma sempre con ironia. Una lettura leggera che fa bene al cuore di tutti coloro che ammirano Renzo Arbore, che ha avuto la grande fortuna di vivere la vita che molti sognano. Un libro consigliato a chi ha amato Bandiera gialla, Alto Gradimento, Quelli della Notte e Indietro tutta! Un viaggio alle radici di un fenomeno che ha caratterizzato la Radio e la Tv italiana, ineguagliato e ormai ineguagliabile.
Segnalo quindi l’errore contenuto nel libro (oltre ad un refuso minore), ma con tanto affetto