Testo ampliato, parzialmente pubblicato dal Corriere dello Sport, martedì 15 dicembre 2015

Nell’era
dei tre punti a partita, il campionato più avvincente è stato
indiscutibilmente quello che si concluse, il 5 maggio del 2002, con il
più incredibile dei sorpassi, concretizzato dalla Juventus ai danni
dell’Inter proprio all’ultima giornata, anzi negli ultimi 46 minuti. Le
sei vittorie consecutive che hanno rilanciato la squadra di Allegri dopo
la falsa partenza, hanno riproiettato i bianconeri ai margini della
zona Champions e di nuovo in lotta per la vittoria del campionato, con
un distacco di 6 punti dall’Inter capolista dopo le prime 16 giornate.
Impossibile non soffermarsi allora sulle analogie tra quella rimonta
riuscita tredici anni fa e la rincorsa bianconera di oggi. 
Anche
allora, alla 16ª giornata, l’Inter guidava con 6 lunghezze sulla Juve
che era quarta (e dopo 14 turni i bianconeri erano anche più staccati:
sesti con ben 9 punti di ritardo): tutto come oggi, salvo che entrambe
ora hanno due punti in più. 
Fu l’anno del boom del Chievo, a lungo
capolista e sempre nelle prime posizioni, con la Roma sempre
protagonista lassù. Sulla panchina bianconera era tornato a sedersi
Marcello Lippi ma dopo un buon avvio, in autunno la Juve incappò in
cinque pareggi consecutivi (6 pari e una sconfitta in 7 gare senza
vittorie) e l’Inter allungò. 
Alla
23ª giornata, battendo la Fiorentina, la Juventus riguadagnò fugacemente la
vetta, ma fu solo una tappa di una serie di ribaltoni e di una sfida a
tre che sarebbe durata fino alla fine. Anche grazie ad un indimenticabile gol realizzato da Nedveed a Piacenza, negli ultimi minuti di una partita molto complicata per la Juve, che la spuntò per 1-0. 
Fatto sta che quel 5 maggio l’Inter si presentò
all’Olimpico padrona del suo scudetto, ma non le bastò nemmeno andare
in vantaggio due volte contro una Lazio che la tifoseria avrebbe voluto
morbida per non avvantaggiare la Roma, mentre a Udine Trezeguet e Del
Piero avevano impiegato appena 11 minuti per mettere i 3 punti in
cassaforte. Al 45’ il pareggio di Poborski, poi i gol di Simeone e
Simone Inzaghi: Lazio-Inter 4-2. Nerazzurri distrutti, in lacrime e
terzi, scavalcati anche dalla Roma grazie al gol vincente di Cassano al
Torino.  
Quello fu il primo titolo conquistato dal giovane Buffon, che è l’unico superstite di quella Juventus.
Scudetto
bianconero al fotofinish dunque, come era arrivato quello del 1973, con il gol
di Cuccureddu allo scadere (Roma sconfitta all’Olimpico, 2-1 in rimonta) che era valso
il sorpasso sul Milan e sulla Lazio.

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